di Simona Carnaghi e Giorgio Pietrobon
VARESE – “Schifato da tutta Italia, cantastorie sporco come uno straccio di seconda mano, ecco lo stereotipo del buon napoletano”. Roberto Saviano risponde allo striscione comparso questa mattina davanti ai giardini Estensi in occasione della serata del Varese Summer Festival che lo vede protagonista oggi mercoledì 24 luglio: «Dove posso usare la parola lì c’è cittadinanza. Lo prendo come un benvenuto in questa splendida location. Laddove c’è la parola, dove mi invitano a raccontare quella è casa mia. Che decidano loro chi può entrare o uscire mi fa orrore. Quindi, ancora più felice di essere qui questa sera ai Giardini Estensi» afferma lo scrittore e giornalista. Va detto che la risposta della città è stata chiara: posti pieni per Saviano.
L’intimità del potere criminale
Poi spiega parlando dello spettacolo: «Ho deciso di raccontare nell’intimità il potere criminale. Controllare i corpi è il primo accesso per strutturare il proprio potere. Il dominio passa attraverso il corpo. Le mafie- continua- hanno un’ossessione monogamica e omofobica molto accentuata. Nello spettacolo, ad esempio, racconto di Maria Concetta Cacciola che scelse di concedersi ad un ragazzo, un uomo diverso dal proprio marito infrangendo le leggi impostale dalla propria famiglia. Se paradossalmente avesse commesso un omicidio quella stessa famiglia l’avrebbe protetta. Di fronte alla libera scelta di concedersi il piacere la famiglia l’ha abbandonata. La mafia valuta il fare l’amore come un atto cruento, prende dei valori e gli estremizza.
Perché sente l’esigenza di mettere in scena i suoi lavori?
Per sentire il respiro, guardare negli occhi la gente. Voglio condividere uno spazio fisico. Ci si respira nella rappresentazione teatrale, il teatro è diverso dai social, è un’altra strada, un percorso attivo. Vivo ormai in solitudine, dopo anni passati sotto scorta, e il teatro mi aiuta a sentire il contatto con la gente.
La sua esistenza può essere assimilata a quella di un parroco?
Si, rende bene l’idea, si passa da una condizione di isolamento ad un contesto in cui sei davanti a tanta gente a cui devi comunicare qualcosa di decisivo, di “pesante” in termini morali. La solitudine da una parte è una forza ma non ne posso più, non vale la pena distruggere la propria vita. Io, nello specifico ho rinunciato alla gioventù. Lottare per le dee, guardare agli esempi, va bene se fatto da lontano. Julian Assange afferma che cadere per dei grandi ideali è un modo per vivere pienamente. Io invece tante volte penso che forse sarebbe stato meglio avere una vita diversamente piena. Il prezzo da pagare per le mie scelte è alto.
Cosa pensa riguardo al crollo della palazzina a Scampia?
Il miracolo è com’è possibile che sia successo solo ora, il progetto era bellissimo ma è stato realizzato male. La responsabilità del ghetto, delle istituzioni. Io ho acceso una luce con Gomorra. Oggi Scampia non è più la più grande piazza di spaccio del mondo proprio per quell luce accesa. Ma la domanda è: cosa ha fatto lo Stato? Niente. Ed è per questo che siamo in questa situazione.
E qual è la sua opinione in merito alle infiltrazioni mafiose in Lombardia?
In queste zone le organizzazioni criminali fanno un corpo unico, un consorzio. Sul piano antropologico in Lombardia si verifica un salto di qualità: Varese ad esempio è una zona di denaro, un territorio in cui la mafia si mette accanto agli imprenditori per divenire parte attiva nelle aziende. L’ultima indagine della Dda di Milano ipotizzava una super mafia con tutte le organizzazioni consorziate tra loro. Non so perché il Gip non abbia concesso tutti gli oltre 150 arresti richiesti dal Pm, ma so che l’elemento oggettivo per parlare di consorzio i quell’indagine c’è. E’ esattamente ciò che Cosa Nostra h fatto a New York. A Varese ci sono soldi, ci sono professionisti che rientrano in quella zona grigia che consente alla criminalità organizzata di fare affari. In particolare qui parliamo di riciclaggio. E’ diverso dal centro di Milano, lì acquistano farmacie, qui si mettono al fianco degli imprenditori e entrano direttamente nelle loro attività.
