Varese e Solbiate, ex funzionario svolge attività privata: dovrà restituire 270mila euro

VARESE – La Corte dei Conti ha condannato un ex dipendente dei Comuni di Varese e Solbiate Olona a restituire complessivamente oltre 270 mila euro per aver esercitato attività professionale privata in violazione delle norme sulle incompatibilità dei dipendenti pubblici.

Il doppio lavoro

L’inchiesta, coordinata dalla Procura regionale contabile con il supporto della Guardia di Finanza, ha accertato che il professionista, impiegato negli enti locali dagli anni Novanta, avrebbe continuato a svolgere attività di architetto attraverso una partita Iva attiva, percependo compensi da clienti privati senza le necessarie autorizzazioni e comunicazioni previste dalla legge.

La somma da restituire

Secondo la Procura, i compensi incassati dovevano essere riversati alle amministrazioni di appartenenza. La somma riconosciuta dalla Corte ammonta a 270.433 euro, di cui circa 157 mila destinati al Comune di Varese e oltre 112 mila al Comune di Solbiate Olona. Nel corso del procedimento era stato disposto anche un sequestro conservativo sui beni dell’interessato.

L’esclusività del rapporto di lavoro

Respinte le eccezioni della difesa, che aveva contestato l’esistenza del danno erariale, sollevato questioni di prescrizione e di legittimità costituzionale della normativa. La Corte ha confermato la violazione delle disposizioni che regolano l’esclusività del rapporto di lavoro pubblico, ribadendo che le attività professionali esterne dei dipendenti a tempo pieno sono consentite solo nei casi previsti dalla legge e previa autorizzazione dell’amministrazione. In assenza di tali requisiti, i compensi percepiti possono essere recuperati dagli enti pubblici interessati.

varese solbiate funzionario condannato – MALPENSA24
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