Focus Taser a Varese, il Siulp: «In dotazione anche a chi lavora da solo»

VARESE – Sala sold out, anzi addirittura in overbooking con oltre 120 presenze, per la giornata formativa sull’utilizzo legittimo delle armi con un particolare Focus sul Taser, promossa oggi, mercoledì 18 giugno, a villa Recalcati dal Siulp Varese, il principale sindacato della Polizia di Stato. E dal segretario provinciale Paolo Macchi è arrivata, al termine dell’evento, una proposta-provocazione: «Vorrei vedere anche gli operatori che lavorano da soli, per esempio nei posti di polizia degli ospedali, essere dotati di questo strumento».

Arma sicura

Presenti numerosi operatori e appartenenti a diversi comandi di Polizia Locale. Con loro il Questore di Varese Carlo Mazza e l’esponente del Viminale Luigi Peruzzoti. Il tema è più che mai di attualità, a lungo invocato dagli appartenenti alle forze di polizia il Taser è finalmente arrivato in dotazione anche se non per tutti e con alle spalle una normativa per nulla semplificata. Tra i relatori presente  Armando Albano, autore del libro “Il Taser” e appartenente al Siulp Prato, che ha tracciato la storia della pistola che spara dardi elettrificati addentrandosi nelle caratteristiche tecniche dello strumento che ha finalmente permesso «agli operatori di polizia di intervenire, in particolare in situazioni molto dinamiche, che ad esempio il dover fronteggiare qualcuno armato di coltello, con maggiore sicurezza». Albano ha anche posto l’accento sulle casistiche: i casi in cui l’utilizzo del Taser ha causato lesioni si attestano sullo 0,02%. L’arma viene quindi considerata sicura.

Superare la diffidenza

Sul fronte normativo di ciò che l’utilizzo del Taser comporta è intervenuto l’altro relatore, Davide Mantovan, avvocato, criminologo forese e formatore, che ha anche posto l’accento sulla possibilità di analizzare anche sotto il profilo psicologico cosa comporta per un operatore di polizia effettuare un intervento in velocità sapendo, ad esempio, di dover affrontare dei malviventi armati. Presente il segretario generale nazionale Siulp Felice Romano, che non ha nascosto come vi sia ancora una certa diffidenza da parte delle istituzioni nell’adottare soluzioni che, in altri Paesi, sono ormai rodate (con utilità testata sul campo) da anni. «Per avere in dotazione lo spray urticante – ha sottolineato Romano – Ci sono voluti sette anni di sperimentazione».

Taser anche negli ospedali

A chiudere l’evento il segretario provinciale del Siulp Varese che, come già accaduto in passato sia sulla dotazione di spray urticante che del Taser stesso, precorre i tempi: «Vorrei vedere anche gli operatori che lavorano da soli, per esempio nei posti di polizia degli ospedali, essere dotati di questo strumento. Oggi non è così perché le norme italiane prevedono per forze la presenza di due abilitati. E’ un freno che speriamo di poter superare per poterci avvicinare a quel modello di Polizia che tanto sogniamo. In questo senso cerchiamo anche interlocutori politici».

varese taser siulp – MALPENSA24

 

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