VARESE – I soldi, se ci saranno, verranno dati. Ma non 2 milioni di euro spaccati come iniziale richiesta, ma “fino a” (sfumatura non da poco) 2 milioni di euro e… “in tre anni”. Ma non era certo il quantum il vero oggetto dell’ordine del giorno sul Politeama presentato da Forza Italia e Pd. Piuttosto la prova della maggioranza, o meglio ancora, la volontà di mettere in scacco il presidente. Diciamo un avvertimento politico al comandante.
Lieto fine anche per il sindaco
Risultato, sul finanziamento al nuovo teatro della Città Giardino, in Provincia, è andato in scena il cinema. Ma più una commedia all’italiana che un “botte da orbi” alla Bud Spencer. E così, chi voleva il lieto fine l’ha avuto. Tutti, persino lo spettatore assente e più interessato alla questione. Ovvero, il sindaco di Varese Davide Galimberti, che da un lato si ritrova (potenzialmente) un gruzzoletto proveniente da Villa Recalcati su un altro grande progetto in via di realizzazione nel suo doppio mandato e dall’altro vede più salda l’alleanza a campo largo in piazzale Libertà.
Ma andiamo con calma
PD e Forza Italia, nel mezzo delle vacanze pasquali “recapitano” al presidente Magrini un bell’uovo con sorpresa. Cioè: un ordine del giorno in cui si chiede a Provincia di stanziare un paio di milioni (dei 7 di avanzo in Bilancio) per il nuovo Politeama. Proposta corroborata (in sala consiglio) dal capogruppo della Provincia al centro Matteo Marchesi: «Ci siamo ispirati a Bilbao, dove un luogo di cultura è diventato il vero volano turistico ed economico. Così dovrà essere anche il teatro per Varese e l’Ente Provincia, che di quell’accordo fa parte, non può esimersi dal mettere fondi». Mossa, che in realtà, ha voluto anche dire al presidente – in soldoni -: “Caro Magrini, uno, non puoi pensare di essere il dominus incontrastato; due, che ti piaccia o meno la tua maggioranza è PD – Forza Italia”.
Il Magrini show
Ormai lo sappiamo. I partiti politici, a turno e con alleanze a geometrie variabili, mettono tutta una serie di paletti e il presidente della Provincia, ogni volta, fa meglio di Alberto Tomba una volta uscito dal cancelletto di partenza. E anche ieri (martedì 29 aprile) ha regalato uno slalom tra saltafossi e sgambetti quasi perfetto.
«Vi dico subito – legnata ai firmatari dell’odg, ovvero ai “suoi” – che il metodo usato non mi è piaciuto. Chi è in maggioranza porta le proposte nelle riunioni di maggioranza dove si discute, si decide e poi si propone in consiglio. Non servono ordini del giorno». E ancora – ma questa volta è una carezza per forzisti e piddini -: «Detto questo come non posso essere d’accordo sul fatto che Provincia si debba impegnare per promuovere la Cultura come volano del territorio. Sono io che sto lavorando con il Canton Ticino per la Capitale della Cultura».
Ma il “Magrini Tomba” è solo a metà dello slalom. Altro passaggio: «Varese – avvertimento a Galimberti – può dire tutto, ma non che sia stata trascurata dalla Provincia. Ha avuto da noi 3,5 milioni per via Selene, i fondi per gli animali selvatici sul canile. Non bruscolini». Ormai è in trance agonistica: «E gli altri sindaci? Quelli dei paesi che hanno piccoli teatri? Oppure Busto, dove anche lì c’è un problema importante sul Sociale? Loro cosa potrebbero dire? Ricordiamoci che siamo la casa dei Comuni, che Provincia ha sempre dato al territorio senza guardare il colore delle amministrazioni, ma le necessità». Tempone!
Gli altri protagonisti
Marco Colombo di Fratelli d’Italia ci ha preso gusto con il giochino del musichiere di Villa Recalcati e mette all’inizio del suo intervento un «Che confusione», attacco del Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri. E poi scopre il giochino dei segnali di fumo in maggioranza: «Scusate ma qua non si capiscono più le alleanze. E poi a fronte dei quasi 30 milioni che mette Regione sul progetto, mi spiegate perché noi ne dovremmo mettere altri 2? Ma il sindaco di Varese il “suo” portafoglio, per la sua città lo vuole aprire o deve sempre realizzare progetti con i soldi degli altri?».
Punge anche il consigliere Panzeri della Lega: «Ho ascoltato un pistolotto sulla Cultura alta, ma poi ho sentito parlare di “mercato delle vacche”. Qua però tutto ha il profumo della “marchetta” politica. O meglio di un “regolamento di conti” dentro la maggioranza. Non scherziamo, queste iniziative si fanno quando in una coalizione ci sono screzi o segnali da dare».
Varese piglia tutto
Contrario anche Leslie Mulas di Lombardia Ideale che mette in evidenza come «questa operazione costringerà a fare tagli altrove» e Sergio Ghiringhelli, capogruppo leghista: «Primo la storia. Varese non ha mai avuto un unico grande teatro, ma tante piccole sale teatrali che hanno saputo caratterizzare la cultura in città. Non solo, ma l’attuale Apollonio, che non sarà il massimo della vita, mi pare che abbia tracciato un solco importante. E poi questa Varese piglia tutto è una cosa oscena che con Fontana sindaco non succedeva».
Il Pd puntella
E se Forza Italia con Marchesi ha segnato il punto politico (l’odg si capisce che passerà, anche se depotenziato nel portafoglio – fino a… in tre anni… cioè nulla) il PD puntella l’azione. Prima con Michele Di Toro, firmatario del documento: «Varese è la città cerniera nella Regione Insubrica e avere un teatro importante può essere un’opportunità da sfruttare»; poi con Stefano Bellaria che “nasconde” sotto il tappeto le scorie della maggioranza con parole ecumeniche: «Il presidente con il suo intervento mi ha convinto. È riuscito a tenere tutto e tutti insieme».
Prodromico Bellaria, perché sulla proposta di rinvio del punto (al secondo round del consiglio in programma oggi mercoledì 30 aprile dopo l’assemblea dei sindaci) avanzata dallo stesso Magrini si è verificata una capriola pazzesca: la maggioranza ha bocciato il rinvio mentre Lega, Lombardia Ideale e Fratelli, con Magrini, hanno votato a favore, pur non avendo i numeri. Insomma, al tirar delle somme, il presidente ha votato una volta con l’opposizione e una con la maggioranza. Civico!
E come hanno votato l’odg?
Contro Lega e Lombardia Ideale. Astenuti Fratelli d’Italia. A favore tutti gli altri, ovvero Forza Italia e PD. Risultato: politicamente il messaggio è arrivato, quindi chi doveva marcare il territorio è soddisfatto. Lo è anche Magrini – nonostante il tentativo di fronda – perché “sulla carta” i soldi verranno assegnati a Varese. Sulla carta, appunto.
Asse Forza Italia-Pd: «Provincia di Varese metta 2 milioni sul teatro Politeama»
