Varese, Trama (Uneba): «La sfida delle rsa? Accudire la persona anziana a casa»

Da sinistra: Caruso, Astuti, Dell'Erba, Licata, Trama, Monti, Fontana

VARESE – Curare la persona anziana a c asa propria. È questo l’obiettivo e la sfida lanciata da Luca Trama, presidente di Uneba Varese (associazione con 52 strutture associate): «Le Rsa sono cambiate – ha spiegato il direttore de La Provvidenza di Busto Arsizio – oggi abbiamo professionalità e competenze che ci permettono di curare gli anziani al proprio domicilio. Per questo dico che da Rsa dobbiamo diventare Csa, ovvero Centri Servizi Assistenziali».

Rivoluzione copernicana nel socio-assistenziale

La riflessione parte dal cambiamento della nostra società. La popolazione, anche in provincia di Varese, non è esente dall’invecchiamento. E la potenziale utenza cresce. E al contempo aumentano le patologie (i soggetti sono anche multi-patologici) e i costi. «Ed è qui – ha detto Luca Trama – che dobbiamo vincere la sfida. Dobbiamo trovare soluzioni efficaci a costi ridotti, altrimenti andremo ad affrontare un futuro sempre più complicato».

Parole che Trama ha pronunciata nella serata di ieri (mercoledì 15 aprile), organizzata proprio da Uneba Varese, alla quale, oltre ai referenti delle strutture associate, hanno partecipato il presidente della Lombardia Attilio Fontana, l’assessore regionale Francesca Caruso e i consiglieri regionali Emanuele Monti, Samuele Astuti, Giuseppe Licata e Romana Dell’Erba. «Perché la Regione – ha continuato Trama – è nostra interlocutrice e in Regione abbiamo rappresentanti del territorio attenti alle nostre problematiche».

Trama, quando parla di Csa, ha in mente una realtà dinamica, moderna, flessibile, capace di dare risposte agli ospiti interni e, allo stesso tempo, e con la medesima qualità del servizio, accudire gli utenti accuditi a domicilio. «La casa dove l’anziano risiede è il miglior luogo di cura e accudimento e il nostro obiettivo deve essere quello di assistere il paziente a domicilio».

La politica

Una sfida che gli amministratori regionali hanno colto subito, a partire dal governatore: «Garantire i servizi e la qualità è il primo obiettivo. Ma anche trovare soluzioni che riducano i costi deve essere un traguardo da raggiungere», ha detto Fontana. Francesca Caruso, invece, ha parlato di welfare culturale come di un elemento da tenere in considerazione all’interno del complesso panorama socio-assistenziale. Giuseppe Licata ha posto l’accento sulla necessità di ridurre la burocrazia così da facilitare il lavoro degli operatori di sistema, mentre Samuele Astuti ha auspicato incontri più frequenti per poter rendere sistemico lo scambio di informazioni e di soluzioni.

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