VERBANIA – La maxi-Atl dell’Alto Piemonte? Per l’assessore regionale al turismo Paolo Bongioanni, può attendere. Meglio per ora – più che riorganizzare la governance su una scala più ampia – rafforzare le singole società consortili, magari acquisendo una figura come quella del “destination manager” più orientata alla promozione del prodotto.
Bongioanni più “freddo” rispetto a Chiarelli
Che l’attuale titolare della delega al turismo della Regione Piemonte sul progetto di fusione delle attuali Alt (il “Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola” e la “Atl Terre dell’Alto Piemonte”) manifesti molta freddezza rispetto al calore di chi l’ha preceduto – cioè la sua collega di partito, la novarese Marina Chiarelli, attualmente assessore alla cultura – è cosa nota da tempo.
Il problema è che il Distretto, in passato molto dubbioso sulla creazione della super- agenzia, è oggi invece convinto che questa sia una strada seriamente percorribile, ad alcune condizioni.
Il presidente del Distretto mette i puntini sulle I
Una posizione riemersa con chiarezza alla recentissima assemblea dei soci del Distretto, che ha votato il bilancio di previsione 2026 all’unanimità, con una sola astensione, quella del Comune di Quarna Sotto. Di fronte a Bongioanni che collegato in videoconferenza ha preso ancora tempo annunciando che «continuerà gli approfondimenti necessari» , il presidente del Distretto Francesco Gaiardelli mette qualche puntino sulle i.
«Dall’assemblea – dice – è arrivata la richiesta di massima attenzione sul tema, invitando l’amministrazione piemontese, che con il 40% delle quote è il socio più importante e il maggior finanziatore, a riconoscere la nostra capacità organizzativa e, soprattutto, la forza dei numeri del Distretto laghi: 1 milione e 300 mila arrivi e 4 milioni e 700 mila presenze che ci pongono al centro dello scacchiere».
Come dire: si faccia la fusione e nella riorganizzazione dei patti societari il territori del Distretto abbiano un peso corrispondente al loro valore reale in termini di fatturato.
«L’auspicio – aggiunge Gaiardelli – è quello che la Regione premi il nostro modello virtuoso che ha dimostrato di saper funzionare bene. Uno schema che da 5 anni e mezzo a questa parte ha dato risultati enormi».
Per il “manager” servono nuove risorse
Quanto all’idea del “destination manager”, il presidente del Distretto non si dice affatto contrario, ma anche in questo caso “tira per la giacca” l’assessore regionale , ricordando che per coprire i costi della nuova figura «sarebbe necessario un incremento delle risorse e del capitale e, al contempo, di far entrare nuovi soci privati». In pratica – è il pensiero di Gaiardelli – se la Regione vuole introdurre il manager, deve provvedere a garantire le risorse.
A febbraio appuntamento alla BIT
In attesa di chiarezza – che ormai è richiesta a gran voce in particolare dagli operatori economici del settore – il Distretto si organizza per i prossimi appuntamenti: in febbraio sarà alla Bit di Milano, palcoscenico sempre strategico per il mercato soprattutto internazionale.
