BUSTO ARSIZIO – Arriverà in consiglio comunale la mobilitazione contro le modifiche alla viabilità del viale Boccaccio: sono i residenti di via Cardinal Ferrari, che con il nuovo assetto non potranno più attraversare l’incrocio in direzione centro o Dairago, ad alzare la voce. Domani sera, 28 ottobre, manifesteranno il loro dissenso a Palazzo Gilardoni prima della seduta del consiglio comunale in programma alle 21. Intanto prosegue il botta e risposta in maggioranza, con l’ex assessore Max Rogora (Fratelli d’Italia) risponde al consigliere delegato alla viabilità (della Lista Antonelli) Alex Gorletta, alzando di nuovo i toni: «È comunista e mente come la Schlein. Dà la colpa a me quando la verità è che in 4 anni il problema non è stato risolto».
La replica di Rogora (FdI)
«Ma quale caos creato da me? Sono stanco di ripetere, ad Alex Gorletta e a chi lo imbecca, che non è stata colpa mia. L’ho già spiegato tante volte, ma come diceva mio padre è inutile parlare agli stolti e ai somari che ragliano – non usa giri di parole, come suo solito, il consigliere di Fratelli d’Italia Max Rogora – da assessore di errori ne avrò fatti tanti, ma accusatemi di quelli fatti da me: io volevo una rotatoria all’incrocio tra viale Boccaccio e via Cardinal Ferrari, ma il progetto non era ancora pronto quando è saltato fuori un bando regionale da 100mila euro per la sicurezza».
Un ripasso della cronistoria della vicenda: «Andammo in Regione e ne portai a casa 200mila, per la rotatoria del Tribunale e per la riqualificazione di viale Boccaccio con la chiusura dei varchi e i semafori intelligenti. Io ero perplesso sui tre tempi e proposi di sperimentare la mini-rotatoria, ma il comitato di Borsano si oppose e i tecnici mi assicurarono che il semaforo intelligente avrebbe funzionato. Io andai comunque in prima persona a prendermi gli insulti degli automobilisti in coda, ma se chi lavora negli uffici non guida la macchina, io non posso farci niente. Poi pochi giorni dopo quel provvedimento ho smesso di fare l’assessore e non ho più avuto il potere di fare delle modifiche. Di certo però per sistemare quello che Gorletta chiama “caos” io ci avrei messo 15 giorni, non 4 anni…».
La soluzione, Max Rogora, ce l’ha: «Spire per il troppo pieno, controlli e sanzioni ai furbetti che si mettono nella corsia di svolta e fanno scattare il terzo tempo ed eventualmente una mini-rotatoria». Su questo, l’ex assessore non rinuncia a rilanciare la sua idea: «Perché non fare questa sperimentazione? Spegnere i semafori e mettere una rotatoria con quattro transenne in mezzo all’incrocio. Basta una settimana con quattro agenti a controllare per capire se funziona oppure no».
Ad Alex Gorletta però arrivano anche le repliche più sul personale. «Io tuttologo? Sono consigliere comunale da 15 anni e cerco di stare seduto nel mio seggiolino per conoscere tutti i problemi della città, altrimenti non serve a niente – adesso Max Rogora è un fiume in piena – me ne intendo di assunzioni, di cimiteri, di sicurezza, di viabilità, di urbanistica, magari non al 100%, ma cerco di capire quali sono le soluzioni migliori per i cittadini. Anche Albani, che è esperto di sanità, e Folegani, che è avvocato, fanno egregiamente il loro lavoro al bilancio e all’urbanistica, Gorletta è consigliere da quattro anni e non ho capito di cosa si intende. Di viabilità? Lo vedremo alla prossima presentazione del PUMS».
L’ex assessore Rogora è senza freni: «Gorletta è uno pseudo-politico di sinistra senza tessera di partito in una lista di destra come il suo predecessore Loschiavo e il suo amico Artusa. Io però da assessore, con la tessera in tasca – prima della Lega e poi di FdI – dovevo agire per conto della politica, e facevo le riunioni per chiedere se le modifiche alla viabilità andavano bene oppure no. E di cose ne ho fatte tante. Ma prima c’era la Repubblica, adesso c’è la Monarchia. Io non ero a Busto, ma Gorletta deve dirmi quando ha proposto queste misure in maggioranza. Ora ci ha messo la faccia, e dovrà dirlo ai cittadini che devono sopportare i disagi. Ma non dica che sta sistemando i miei errori».
Viale Boccaccio, Gorletta a Rogora: «È un test. Per rimediare al caos creato da lui»
