VARESE – Liste d’attesa insostenibili per le visite oculistiche negli ospedali della provincia di Varese, il Movimento 5 Stelle scrive all’Ordine dei Medici per chiedere chiarimenti. «È un disservizio che va affrontato e risolto nell’interesse della popolazione residente in provincia, cui va garantito l’accesso a cure spesso essenziali per la salute e la qualità di vita – sostengono i pentastellati – sono diritti dei cittadini».
La denuncia
«Lunghe liste di attesa e difficoltà crescenti nel prenotare visite, esami e interventi attraverso il servizio sanitario, che obbligano chi può a rivolgersi al privato, con costi spesso significativi, e chi non può a rinunciare alle cure, in contrasto con il diritto all’assistenza sanitaria garantito dalla nostra Costituzione». Si mobilita su questo fronte il MoVimento 5 Stelle di Varese, competente per l’area centro-settentrionale della provincia, che sabato ha preso parte con una propria delegazione alla manifestazione regionale per il Diritto alla Salute promossa fra gli altri dal MoVimento 5 Stelle. In mezzo a diecimila persone c’erano anche la Rappresentante Francesca Bonoldi, il Vice Vicario, Diego Carmenati, e il Coordinatore del Tavolo tematico Sanità e salute pubblica, Antonio Pollicino.
La lettera
Proprio a firma di Carmenati e Pollicino è stata inviata, nei giorni scorsi, una lettera all’attenzione del Consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Varese, volta a chiedere «collaborazione nel far luce sulle dinamiche responsabili delle difficoltà nel prenotare in tempi congrui visite oculistiche nel pubblico, anche in presenza di prescrizioni con priorità urgente, a fronte di tempi di accesso sensibilmente più stretti in regime di libera professione (intramoenia o privato)». In particolare, vengono richieste informazioni specifiche, ad esempio riguardo al numero complessivo di medici specializzati in oculistica operanti nell’area afferente all’Asst Sette Laghi, a prescindere dal regime di prestazione, al numero di strutture accreditate a livello provinciale, a criteri e modalità di controllo adottati per garantire equilibrio tra il tipo di prestazione erogata fra pubblico e privato, agli strumenti di monitoraggio su qualità e appropriatezza dei servizi offerti, nonché a eventuali segnalazioni in merito alle criticità rispetto all’accesso alle prestazioni di oculistica raccolte dalle forze dell’ordine.
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