di Andrea Minchella
VISTO
E’ L’ULTIMA BATTUTA? , di Bradley Cooper (Is This Thing On?, Stati Uniti 2025, 121 min.).
Torna Bradley Cooper con un piccolo film carico di poesia e leggerezza. Una riflessione sull’arte, sull’amore, sul tempo che passa e sulla vita in generale diventa un ritratto sincero e intenso di un uomo “qualunque” che trova il modo e il coraggio di ricominciare. Le emozioni e l’istinto trasformano una vita comoda e sicura in una rinnovata e sorprendente esistenza. Un amore logorato (ma sempre vivido e presente) spinge il protagonista di questo piccolo capolavoro a re inventarsi per poter portare a galla la sua vera natura capace di aggiustare e cancellare le piccole imperfezioni che con il tempo rischiavano di compromettere la sua serenità e quella dei suoi familiari.
Alex Novak, che lavora nella finanza e vive con i due figli e la bella moglie Tess, ex campionessa di pallavolo, in una confortevole casa nella periferia “high” di New York, decide di frequentare il palco di un locale della città in cui si alternano comici, più o meno dilettanti, che si muovono nel grande e variegato mondo della “stand up comedy”. Questa nuova esperienza nasce dopo essere stato lasciato, senza un vero motivo, da Tess che sembra vivere una prevedibile e normale crisi di mezza età, con l’aggravante di essere stata una campionessa olimpionica da giovane e di aver passato, poi, la vita ad occuparsi della famiglia.
Novak, interpretato da un sorprendente e carismatico Will Arnett, incomincia un percorso “artistico” che muta velocemente in una sorta di terapia per buttare fuori ed elaborare tutto quello che lo aveva trasformato nell’uomo che Tess decide di lasciare. Le battute che inventa, che scrive e che recita nei suoi brevi sketch non sono altro che dirette e dolorose riflessioni sulla sua esistenza. La tragicità si trasforma per magia in comicità surreale. Si ride delle disavventure. Si piange e si ride di nuovo. Novak si eclissa su quel palco per restituire al pubblico la sincerità della vita vera, con le tragedie e le gioie quotidiane che compongono in egual misura le vite della maggior parte delle persone.
Bradley Cooper si conferma un fine e profondo autore. Si mette letteralmente la macchina da presa sulle spalle e filma ravvicinato, con movimenti bruschi, una piccola vicenda umana piena di amore, dolcezza e ironia. “E’L’ Ultima Battuta” è una commedia originale che strizza intelligentemente l’occhio alla migliore e intimista filmografia di Paul Thomas Anderson. Vedere Alex Novak muoversi nervoso con lo sfondo musicale quasi disturbante e la cinepresa mossa dallo stesso Cooper intenta a seguire i suoi movimenti nevrotici non può non farci ricordare il dolce e folle Barry Egan di “Ubriaco d’Amore” coinvolto in una storia d’amore caotica e snervante.
Bradley Cooper per questo suo terzo film affina le sue capacità e realizza un piccolo progetto apparentemente semplice e senza sbavature. Il film si poggia su di una sceneggiatura equilibrata, scritta da Cooper e Arnett, da un cast ineccepibile e da tutti gli elementi drammaturgici perfettamente allineati. Il film è leggero pur affrontando la complessità ancestrale dei rapporti umani. Si ride con misura anche grazie al ruolo marginale di Balls, l’amico di Alex, interpretato da un esilarante Bradley Cooper che si dimostra un perfetto carattere comico in grado di reggere qualsiasi paragone.
Insomma, Bradley Cooper continua la sua carriera da regista esplorando in maniera intelligente e sempre convincente le innumerevoli sfaccettature del potere dell’arte come insostituibile detonatore nella vita di ognuno di noi. Lontano dalla retorica e dagli stereotipi, il bravo attore riesce ancora una volta a realizzare un inedito e molto interessante ritratto della cosa più sera che esista: la vita. Ma lo fa con una leggerezza e con una garbata ironia da far aderire il più possibile la storia raccontata alla vita dolce e amara di ognuno di noi. Ben fatto.
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RIVISTO
LENNY, di Bob Fosse (Stati Uniti 1974, 111 min.).
Il padre della comicità “stand up” contemporanea raccontato in un capolavoro senza tempo diretto dal leggendario Bob Fosse. Dustin Hoffman è Lenny Bruce riuscendo ad incarnare nel corpo e non solo l’anima tormentata e geniale del più grande comico del secolo scorso. Un film del 1974 che risulta ancora oggi moderno, fresco e potente. Epico.
