di Andrea Minchella
VISTO
YOUR FRIENDS & NEIGHBORS, di Jonathan Tropper (Stati Uniti 2025, 9×50 min., Apple Tv).
Una di quelle serie che non ha nulla da invidiare ai film ben fatti del grande schermo. Tropper realizza una narrazione serrata e perfettamente scandita che restituisce allo spettatore una costruzione scenica, stilistica e sostanziale propria dei grandi prodotti cinematografici. Ma Tropper fa di più. Prende Jon Hamm, per il mondo intero l’indimenticato Don Draper di “Mad Men”, e lo immerge in una sorta di immaginario ed esistenziale “sequel” della serie ambientata nel mondo della pubblicità dell’America degli anni cinquanta. Il protagonista di “Your Friends & Neighbors” è, dopotutto, un uomo affascinante, sicuro, romantico e vulnerabile come fu il grande pubblicitario di “Mad Men”.
Qui troviamo il carismatico Jon Hamm interpretare Andrew Cooper, detto “Coop”, che lavora come agente finanziario in una società ricca e potente. Ha una bellissima casa, una ex moglie affascinante, due figli e una Maserati che non passa inosservata nemmeno nel quartiere elegante ed esclusivo in cui vive. Improvvisamente, e apparentemente senza un vero motivo, Andrew viene licenziato. Immaginando di poter trovare velocemente un nuovo impiego, visto la sua riconosciuta bravura ed il suo ricco portafoglio clienti, Andrew riesce a nascondere alla sua famiglia la sua nuova situazione professionale, attingendo per le molte spese al suo capitate personale. Dopo un po’ di tempo, però, che nessuna vera proposta gli viene offerta, la situazione appare sempre più critica e il suo amico commercialista Barney inizia a mettergli fretta perché le sue risorse non possono durare molto a lungo.
Ecco che la storia, finora comunque egregiamente raccontata con una narrazione fresca e ben curata, si complica: quasi per caso Andrew incomincia a rubare nelle case dei suoi vicini, sapendo dove e cosa cercare ed essendo a conoscenza che spesso in quartieri come il suo, dove il tasso di criminalità è praticamente nullo, i ricchi proprietari di gigantesche case escono senza nemmeno inserire l’allarme. Dopo aver trovato chi gli ritira la merce molto costosa che riesce senza grosse difficoltà a prendere nelle case di alcuni conoscenti e amici, la sua nuova attività sembra diventare una possibile alternativa alla vita che prima del licenziamento era quasi costretto a fare solo per motivazioni più estetiche e consumistiche che per un vero piacere o un profondo interesse. Andrew continua e allarga la sua attività fino a quando un giorno si ritrova nella casa della sua ex amante in cui giace a terra, ucciso da colpi di pistola, l’ex marito. Scappando lascia alcune sue tracce e la polizia non ci metterà molto a sospettare di Andrew che si ritroverà sotto la lente della stralunata investigatrice addetta al caso di omicidio e verrà additato da tutto il quartiere come possibile assassino dell’ex marito della sua ex amante.
Ogni episodio della serie è realizzato con cura e con una qualità narrativa ed estetica di altissimo livello. Ogni particolare ed ogni dettaglio trova una posizione perfettamente studiata e intelligentemente contestualizzata. La storia si poggia simmetricamente su una sceneggiatura in cui, come capitava nella leggendaria “Mad Men”, l’ego del protagonista spiega dettagliatamente allo spettatore tutto quello che c’è da sapere oltre i fatti. Riflessioni e pensieri di Andrew si fondono armoniosamente con un filo narrativo sempre in tensione che passa dall’azione alla riflessione con una maestria rara e ben calibrata. Andrew, che si ritrova a fare il ladro per necessità, non risparmia analisi filosofiche nei confronti del mondo, spesso falso e disumano, che lo circonda. Andrew, che è stato un frenetico e spietato dirigente finanziario, fissa i suoi insuccessi e le sue sconfitte in uno stile di vita che probabilmente non era calibrato sui veri valori e le vere soddisfazioni della vita. Una villa sempre più grande o una macchina sempre più potente non valgono mai quanto la stima dei tuoi figli o un sorriso della donna della tua vita.
“Your Friends & Neighbors”, dunque, svela le mille capacità di un uomo che si ritrova senza nulla e che deve proteggere la sua famiglia, ma ci restituisce, anche, un’inedita e originale riflessione su ciò che conta davvero e su ciò che, invece, rischia di rendere fragile e vacillante la propria esistenza. Orologi, borse o quadri diventano qui il feticcio iconografico di una società centrata sul possesso che è disposta a qualsiasi cosa pur di mantenere intatta la sua credibilità negli occhi del resto del mondo. L’apparenza di cose belle, davvero belle, divora immancabilmente tutto quello che invece dovrebbe connotare un uomo e la sua famiglia.
In attesa della seconda stagione, già in lavorazione, centellinate ogni minuto di ogni episodio di questa serie che resterà nella leggenda.
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RIVISTO
LA FRATELLANZA, di Ric Roman Rough (Shot Caller, Stati Uniti 2017, 121 min.).
Un uomo normale si ritrova in un carcere pericoloso dove la sopravvivenza non è garantita da ciò che eri fuori. Mostrarsi duro e violento sembra essere l’unica via per il protagonista di questa bella pellicola per poter rimanere vivo in un ambiente che nulla ha da invidiare all’inferno come ce lo immaginiamo. Un film poco conosciuto che vale la pena ripescare e vedere, o rivedere, per avere il brivido della consapevolezza che in un minuto la nostra vita tranquilla può diventare un incubo.
