INDUNO OLONA – L’approvazione del progetto di recupero dell’area dell’ex Tessitura da parte della Giunta Castelli apre il confronto politico sul futuro di uno degli ambiti più strategici di Induno Olona, situato tra la stazione ferroviaria e il comparto commerciale di via Porro.
L’intervento di Viviamo Induno Olona
A intervenire è la lista consigliare Viviamo Induno Olona, che sottolinea come, secondo la propria valutazione, molti cittadini non abbiano ancora compreso pienamente la natura dell’intervento: «Si tratta della rigenerazione di un’area privata da parte di un operatore, Autotorino, che potrà ampliare la propria attività commerciale. Nulla di nuovo sotto il profilo dell’iniziativa privata, ma quando una trasformazione urbanistica viene resa possibile dalle previsioni del Piano di Governo del Territorio, il risultato deve garantire un beneficio concreto anche alla collettività».
Il PGT
Secondo Viviamo Induno Olona, il PGT vigente aveva immaginato per quell’area un progetto con una forte componente pubblica, prevedendo un collegamento pedonale tra la stazione e via Porro attraverso un viale alberato e una pista ciclabile, un parcheggio pubblico a servizio dello scalo ferroviario e il recupero dello storico edificio dell’ex Tessitura come spazio dedicato alla creatività, alle associazioni, agli artisti, agli artigiani e alle iniziative culturali.
Direzione differente
«La proposta approvata dalla Giunta Castelli – sostiene la lista – sembra invece andare in una direzione differente. La demolizione dello stabile storico lascerebbe spazio a un’area libera senza una destinazione pubblica chiaramente definita. Inoltre, da una prima analisi, la nuova viabilità e i parcheggi sembrano rispondere soprattutto alle esigenze del futuro insediamento commerciale più che a quelle generali della cittadinanza».
Un pezzo di storia
Il nodo centrale, per Viviamo Induno Olona, riguarda quindi il concetto di interesse pubblico: «L’ex Tessitura non è soltanto un edificio, ma un luogo che custodisce una parte della storia della comunità indunese, legata al lavoro e alle generazioni che vi hanno trovato occupazione. La trasformazione di un territorio non può prescindere dalla tutela delle testimonianze che ne raccontano l’identità».
La lista pone inoltre l’attenzione sui costi e sulle alternative possibili: «La sola demolizione dell’edificio avrebbe un costo superiore ai 400 mila euro. Si tratta di una spesa sostenuta dal privato, ma che incide sugli oneri dovuti al Comune e quindi sulle risorse complessivamente disponibili per la città. Quegli stessi fondi potrebbero contribuire al recupero dello stabile, un’ipotesi valutata anche attraverso una perizia tecnica commissionata dalla stessa amministrazione».
Lo “Spazio dei Creativi”
Secondo Viviamo Induno Olona, una volta recuperato, l’edificio potrebbe avere nuove funzioni a servizio della comunità. «Se l’idea dello “Spazio dei Creativi” non fosse ritenuta adeguata dall’amministrazione – aggiunge la lista – esisterebbe anche la possibilità di destinare lo stabile a nuova sede dei servizi ASFARM, evitando così di consumare l’area verde dell’asilo di via Cappelletta e garantendo una sede più facilmente raggiungibile grazie alla vicinanza con la stazione».
La posizione della lista, viene precisato, non è contraria alla riqualificazione dell’area: «Il tema non è essere favorevoli o contrari al recupero dell’ex Tessitura. La questione è assicurare che ogni trasformazione urbana produca un valore aggiunto reale per la città. L’interesse pubblico deve rimanere il criterio principale con cui valutare scelte destinate a modificare il futuro del territorio».
