Vuelta, la vigilia: Roglic e i dubbi sulla condizione, Landa soffre già

Vuelta Monaco Roglic Landa

MONTE CARLO I favoriti della Vuelta? Tadej Pogacar con sei stellette, persino una in più del normale., poi un gruppetto con due. Tra questi, che pure sono campioni o almeno ottimi corridori, ci sono Primoz Roglic, Richard Carapaz, Felix Gall, Mikel Landa, Mattias Skjelmose. Tutti, in partenza, a caccia del secondo posto, il primo degli umani verrebbe da dire.

Roglic e i dubbi sulla condizione

Primoz Roglic è uno che la Vuelta sa bene come si fa a vincerla. Nel suo palmares ce ne sono infatti ben quattro: 2019, 2020, 2021 e 2024. Nella storia, come lui, solo Roberto Heras. Però al via di questa edizione lo sloveno della Visma non si presenta nelle condizioni migliori anche se il sorriso promette bene a causa di un incidente mentre si allenava nella zona di Livigno. “Avevo così tanto dolore – spiega – che appena un paio di settimane fa non riuscivo a fare nulla. Persino infilarmi le calze era difficile”.

Per sua fortuna poi le cose sono cambiate abbastanza velocemente: Negli ultimi giorni la situazione è migliorata piuttosto in fretta, anche se ancora non riesco a sdraiarmi sul fianco destro, e ora sono felice di essere qui al via di questa Vuelta. Il precedente non lo aiuta a sperare. “Nel 2021, 2022 e 2024 mi sono presentato al via di questa corsa dopo una caduta, ma questa volta la botta è stata così dura che ora è difficile essere ottimisti. La mia condizione è un’incognita”.

Restando in tema precedenti, nel 2019 Roglic si portò a casa la maglia rossa battendo l’emergente Pogacar. “Credo sia stato l’ultima volta che l’ho battuto”, dice sorridendo Primoz. Il campione sloveno è anche un ottimo cronoman. Oltre a essere campione nazionale della specialità, nel suo palmares c’è anche l’oro olimpico di Tokyo 2021. E domani la Vuelta inizia da Monaco proprio con una crono. “Ma non credo di potere lottare per la vittoria. Su una prova così corta ci sono corridori più adatti di me”.

La sofferenza di Landa

Solo 25 giorni di corsa e mille di guai. Cinque corse a tappe e due dnf, ritiri; una classica, San Sebastian, senza finirla. La frattura del bacino l’8 aprile, all’Itzulia. Il 2026 di Mikel Landa è molto complicato, tanta sofferenza e nessuna gioia. Una stagione da dimenticare, almeno finora. E l’animo del 36 enne basco non può essere dei migliori. “Sto così così però contento di essere alla partenza della Vuelta anche se ho mille dubbi sulla mia condizione. Dovrò cercare di sopravvivere la prima settimana, poi vedremo. Però sono ottimista, guardo questa corsa con il sorriso e mi piacerebbe finire con un sorriso. Vorrei provare a vincere una tappa. Quale? Una, non importa quale. Pogacar? Logica che sia il grande favorito o forse il solo favorito, però una corsa a tappe è lunga. Non ha già vinto”.

Mas fatalista

Tre volte secondo e una volta terzo: Eric mas conosce bene il podio della Vuelta, ma salirci anche al termine di questa edizione non è scontato. La vittoria neppure la prende in considerazione. “E’ chiaro che Pogacar è il migliore, un corridore che sta segnando un’epoca e che credo sia il migliore della storia. La sua presenza condiziona molto la corsa, Tadej farà quello che vuole. Controllerà dal principio la corsa e vedremo cosa vuole fare dopodiché noi ci concentreremo su noi stessi. Ci saranno tappe in cui Pogacar sarà innarrivabile, noi dovremo essere pronti per provare a vincere nelle altre tappe”. Ma lui, in concreto, che obiettivo ha? “Sono anni che non corro per la classifica generale. Dopo qualche tappa vedrò a che punto sono. Già la tappa di Andorra (la 4a, ndr) sarà un esame importante”.

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Eric Mas

Skjelmose verso l’incognito

Un corridore che suscita curiosità circa le sue possibilità è Mattias Skielmose. Il danese della Lidl-trek, 25 anni, è reduce da un buonissimo Tour de France concluso al 6° posto mentre alla Vuelta, nel 2024 chiuse al 5° posto. Questa corsa spagnola sarà la sua sesta corsa a tappe. “Sono curioso di vedere come andrò perché è la prima volta che affronto un doppio impegno – confida -. Dopo il Tour mi sono allenato molto bene nel sud della Spagna, quindi mi presento al via molto motivato”. Per lui il podio non è affatto impossibile.

L’eleganza di Gall

Felix Gall in corsa non è certo un esempio di stile, di eleganza, ma sceso dalla bicicletta… giù il cappello. Alla conferenza stampa l’austriaco della Decathlon non si presenta come tutti i suoi colleghi vestito da corridore, ma con un’impeccabile camicia bianca. Le sue dichiarazioni, invece, sono in linea con quelle dei suoi rivali: “Tadej è il grande favorito e avrà lui la responsabilità della corsa. Io sono tranquillo, mi sento in forma e il secondo posto al Giro mi ha dato maggiore consapevolezza nelle mie possibilità. Corsa chiusa già dopo poche tappe? Non credo proprio, anzi sono convinto che a decidere la classifica sia la tappa regina (la 20a), quella che si concluderà in salita in cima a Collado del Alguacil”.

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