SIERRA DE LA PANDERA (SPA) Marco Brenner è il re di Sierra de la Pandera. Il tedesco della Tudor, 24 anni, recente vincitore del Giro di Polonia ed ex campiona nazionale, ha avuto la meglio nel mano a mano in salita sul colombiano Santiago Buitrago. Coraggiosi Zana e Calzoni che entrano nella fuga di giornata e chiudono all’8° e 9° posto.
Roglic in difficoltà
Ma chi oggi trae più vantaggio è Enric Mas che mette un mattone molto importante nella costruzione del successo finale. A tre chilometri dalla cima l’attacco di Carapaz a cui risponde Gall con Mas a ruota. Lo sloveno perde qualche metro ma poi rientra. Ai -2 allunga Gall, Mas risponde “presente” e Roglic, con il suo passettino agile, tric tric tric, chiude d’esperienza. Il terzo allungo invece è fatale allo sloveno. Gall prova alla disperata a guadagnare terreno, ma Mas sembra saldato alla sua ruota. Chiudono a 4’12” dakl vincitore. Roglic invece si stacca e al traguardo lascia 25 secondi ai due avversari e perde una posizione. Ora in classifica Mas comanda con 2’06” su Gall e 2’10” su Roglic.
La “corsa nella corsa” e il poco spettacolo
Molti dicono che senza Pogacar la corsa sia più incerta, quindi più spettacolare. Ma anche oggi, come nelle tappe scorse dopo che il re è stato costretto alla resa, abbiamo assistito a una “corsa nella corsa”: davanti per la vittoria di tappa; dietro, lontanissimi, gli uomini di classifica. Ma questo è spettacolo? No. Anzi, questa tattica vecchia è tutto tranne che spettacolare. Troppo calcolo, pochissimo coraggio, nessuna iniziativa.
Il video della giornata
Guarda qui il video con il commento alla 14a tappa; le interviste a Gabriele Missaglia, d.s. della Pinarello, e a Patxi Vila, d.s. della Red Bull; oltre alla presentazione della tappa di domani.
La 15a tappa è per fuggitivi
Palma Del Rio-Cordoba: è la 15a tappa della Vuelta. Siamo sempre in Andalusia per questa frazione definita di media montagna. E in Andalusia ad agosto, lo sanno anche i bambini, fa molto caldo. Così la tappa che doveva essere di 190 è stata accorciata dagli organizzatori, che hanno accolto le piagnucolose richieste dei corridori, in base al “protocollo climatologico”, a 110 km. Un’altra tappetta pressoché inutile. Si c’è un temporale i ciclisti si fermano, se fa caldo pure. Ma questo è ancora ciclismo?
Le classifiche
Guarda qui l’ordine d’arrivo e tutte le classifiche della Vuelta: generale, a punti, della montagna e dei giovani
