VARESE – «Zone di frontiera e lavoratori frontalieri: basta contraddizioni»: a dirlo è Movimento Alternativo che si sofferma sulla proposta di istituire una Zona Economica Speciale (Zes). «Per la quale saremmo anche d’accordo se applicata una “zona franca” in maniera seria ed efficace nelle aree di confine lombarde, zona che oggi viene promossa dal centrodestra regionale e in particolare dalla Lega, e che appare in evidente e grave contraddizione con le politiche adottate negli ultimi mesi nei confronti dei lavoratori frontalieri».
Il tema dei ristorni
Sottolinea Max Nicoletti, uno dei fondatori del movimento: «Ci stupisce la posizione del centrodestra Lombardo che da un lato parla di attrattività, sviluppo economico e vantaggi fiscali per le imprese e dall’altro, però, si è affrettato a varare norme e misure che sottraggono risorse proprio ai territori di frontiera e a quei lavoratori che ogni giorno contribuiscono in modo determinante alla loro tenuta economica e sociale. Una incoerenza che non può passare sotto silenzio. Il tema dei ristorni – risorse fondamentali per i comuni di confine – resta tutt’altro che risolto. A questo si aggiunge la discussa introduzione della cosiddetta “tassa sulla salute“, prevista dal 2026 per i lavoratori frontalieri, che rischia di colpire duramente migliaia di famiglie, aggravando ulteriormente una situazione già complessa».
Zes e frontalieri
Aggiunge Francesco Cirullo, consigliere comunale di Valganna: «Altro che “tutto risolto”. Siamo di fronte a un quadro in cui i lavoratori frontalieri vengono prima evocati come risorsa e poi trattati come un problema da cui estrarre nuove entrate. È una linea politica miope, che rischia di compromettere l’equilibrio economico e sociale delle zone di confine. Se davvero si vuole parlare di Zes e di rilancio dei territori, è necessario partire da un principio chiaro: la tutela dei lavoratori frontalieri e la salvaguardia delle risorse locali non sono negoziabili. Senza questo, ogni proposta di sviluppo rischia di essere non solo inefficace, ma profondamente ingiusta».
«Serve chiarezza»
Conclude infine Paolo Nicastri, candidato sindaco a Luino per Luino Alternativo: «Chiediamo coerenza, trasparenza e rispetto per chi lavora e vive nelle aree di frontiera. Le politiche non possono andare in direzioni opposte: o si sostengono davvero questi territori, oppure si abbia il coraggio di ammettere che si stanno facendo scelte che li penalizzano. Il dibattito elettorale non può essere l’alibi per decisioni che avranno conseguenze concrete e durature sulla vita delle persone. È il momento della chiarezza».
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