118 runner da Busto a Milano: il Piccolo Principe firma la sua Maratona da record

BUSTO ARSIZIO – Le storie, al Piccolo Principe, non finiscono mai dove te le aspetti. A volte iniziano da una maglia coral fluo ancora piegata, altre da un treno che parte all’alba da Busto, altre ancora da un ragazzo di diciassette anni che corre più di quanto gli fosse stato chiesto. La Milano Marathon 2026 dell’associazione bustocca è stata tutto questo insieme: un intreccio di persone, energie, promesse mantenute e passi condivisi. E soprattutto un record: 29 staffette e 2 maratoneti, 118 runner, la partecipazione più alta di sempre per la Onlus di Patrizia Corbo e Claudia Dato.

Una città da attraversare, una comunità da portare con sé

La giornata è cominciata presto, come sempre. Stazione di Busto, zaini leggeri, facce assonnate e quella tensione buona che precede le cose importanti. Poi Milano, il villaggio charity, la maglia coral fluo stampata da A Manetta, il laboratorio che offre lavoro e formazione ai detenuti del carcere di Novara. Un dettaglio che non è un dettaglio: è la direzione culturale del Piccolo Principe, che trasforma ogni gesto in un pezzo di percorso educativo. Da lì in avanti, ognuno ha preso la sua strada: chi verso la prima frazione, chi verso la seconda, chi verso un Duomo che sembrava più luminoso del solito. Ma la verità è che nessuno correva davvero da solo.

Edi, 17 anni, e quella voglia di andare oltre

Tra le 118 storie ce n’è una che ha attraversato la giornata come una scossa. Edi, 17 anni, accolto nelle strutture del Piccolo Principe, aveva la seconda frazione. L’ha corsa tutta, con la determinazione di chi sa cosa significa mettersi in gioco. Poi, invece di fermarsi, ha tirato dritto anche sulla terza. Non per sfida, non per errore: per entusiasmo. Perché a volte la libertà è un passo in più, e quel passo in più racconta più di qualsiasi discorso.

Famiglie, coppie, promesse: la maratona come luogo di legami

La Milano Marathon 2026 è stata anche una questione di famiglie. Genitori che hanno corso con i figli, coppie marito‑moglie o fidanzati che hanno scelto di condividere la staffetta come un gesto di solidarietà. E poi c’è la storia di Michela, che quindici anni dopo la sua ultima maratona aveva fatto una promessa ai figli: “Se ottengo quella promozione, torno a correre i 42 km. E lo faccio per beneficenza”. La promozione è arrivata, e Michela ha scelto il Piccolo Principe. Suo marito Emanuele era nelle staffette. L’anno prossimo, hanno già deciso, correranno in tre: mamma, papà e figlio. Una staffetta di famiglia, letteralmente.

Le aziende e le squadre: una rete che cresce

Attorno a queste storie si muove una rete che non si limita a sostenere, ma accompagna. UBS, main sponsor, ha dato un contributo decisivo. Liebherr e O‑I Italy hanno portato otto staffette complessive. PT Room ha seguito gli atleti nella preparazione. E il mondo sportivo bustocco, come sempre, non è rimasto a guardare: Bumbasina Run, Atletica San Marco e Unknown Running Team hanno corso con i colori del Piccolo Principe, trasformando la maratona in un gesto collettivo.

Dietro ogni pettorale c’è una storia

“Quest’anno abbiamo visto qualcosa che va oltre i numeri – racconta Patrizia Corbo, presidente del Piccolo Principe. – Famiglie, ragazzi, aziende, volontari: tutti dentro lo stesso movimento. E la storia di Edi, la promessa di Michela, l’energia delle nostre squadre, al forza di Emanuela e Igor che hanno fatto di tutto per la buona riuscita di questa giornata… sono la prova che correre per il Piccolo Principe significa far parte di qualcosa che cresce».

La raccolta fondi continua

La corsa è finita, ma la solidarietà no. Prosegue la raccolta fondi sulla Rete del Dono, dedicata al progetto “R‑Estate con noi”, che sostiene attività estive, esperienze in natura e percorsi educativi per bambini e adolescenti seguiti dall’associazione. Le donazioni sono detraibili e deducibili.

Il Piccolo Principe torna da Milano con gambe stanche, cuori pieni e una certezza: le cose importanti non succedono mai da sole. Succedono quando qualcuno chiama, qualcuno risponde, qualcuno torna. E quest’anno, più che mai, sono tornati in tanti.

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Piccolo Principe Milano – MALPENSA24

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