A Gallarate Sos per Francesca, donna fragile in cerca di aiuto. Caso burocratico

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Da sinistra: Francesca, Sara Vega, una volontaria di "Angeli della speranza"

GALLARATE – La storia di Francesca diventa un caso: senza dimora, dormiva nella sua auto parcheggiata in via Fusinato a Gallarate. Con lei, soltanto i due fedeli cani e un mucchio di libri appoggiati sul cruscotto. Ma una soluzione per aiutarla, al momento, non si trova. Anzi, la vicenda si complica. Negli ultimi giorni, dopo un peggioramento delle sue condizioni di fragilità, è stata ritrovata in un ospedale nel Basso Veronese: è intervenuta un’associazione del posto, gli “Angeli della speranza“, che le ha trovato un tetto per qualche notte e ha chiesto un sostegno (nel limite del possibile) al vicino Comune di Legnago. Fino a oggi – 17 maggio – quando i volontari l’hanno riaccompagnata nella Città dei Due Galli, per recuperare la sua auto sotto custodia. Insomma, una questione tanto intricata che non sembra offrire una via d’uscita.

La vicenda

Nei giorni scorsi è stata contattata anche CasaRinghio, realtà di Busto Arsizio attiva nel sociale, che si è resa disponibile a dare una mano. Senza risultati. Il motivo: «Per intervenire come associazione è necessario che il Comune di residenza di Francesca rilasci un permesso», racconta la presidente Sara Vega. Se solo non fosse che il paese in questione è Piazza Armerina, in provincia di Enna, in Sicilia. «Da giorni proviamo a contattarli ma non siamo riusciti a parlare con nessuno». E aggiunge: «Ho dato disponibilità a ospitarla personalmente, ma è una persona fragile e la sua condizione può creare complicazioni». Poi, l’intervento dei volontari veneti: «Noi abbiamo fatto il possibile, è una persona che ha bisogno di una mano», spiega il presidente Luca Garzotto. «L’abbiamo aiutata e le abbiamo fornito il materiale di cui aveva bisogno. Ora non possiamo fare altro, dipende solo dal suo Comune di residenza».

«Rifiuta gli aiuti»

Non che il Comune di Gallarate non si sia reso disponibile a intervenire. Anzi, «la questione è già emersa a inizio maggio: ci siamo attivati – sia noi che alcuni cittadini – per offrire a Francesca un posto in cui stare. Ma ha rifiutato ogni aiuto», racconta l’assessore Chiara Allai (Servizi Sociali). «Non ha intenzione di separarsi dai cani o dai suoi effetti personali», fattori che non le permettono di andare in una Casa Famiglia. E aggiunge: «Nel Comune di residenza ha inoltre degli immobili di proprietà che potrebbero essere un’alternativa. Siamo dispiaciuti e le stiamo provando tutte». Anche l’ipotesi della “Casa di Francesco“, luogo d’accoglienza in città, è stata presa in considerazione: «Ma non è certo che voglia andarci, continua a cambiare idea».

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