In luoghi noti ai ciclisti professionisti per gli allenamenti invernali, ma su un arrivo inedito per la Vuelta a España, c’è pure un trionfatore inedito: Geoffrey Soupe vince la volata di Oliva e si aggiudica la settima tappa del grande giro iberico. Poco dietro al 35enne della Total Energies troviamo Orluis Aular, campione nazionale venezuelano della Caja Rural Seguros. Completa il podio Edward Theuns (Lidl Trek) mentre l’Italia si fa vedere ancora con Filippo Ganna, nono.
L’epilogo un po’ a sorpresa, come vedrete leggendo questo report fino in fondo, deriva dalla confusione dovuta a cadute e curve strette nelle fasi decisive. Restano comunque invariate le maglie distintive: la verde di Kaden Groves (Alpecin Deceuninck) con 85 punti sul primo rivale Andrea Vendrame, e naturalmente quella rossa di Lenny Martinez e quella a pois di Eduardo Sepulveda che non erano in discussione oggi.
La corsa
Allo start ufficiale di Utiel va subito via la fuga “ideale” per una giornata come questa: schizzan via in due, Jose Herrada (Cofidis, fratello di Jesus) e Ander Okamika della Burgos, e il gruppone dà il benestare. Tra una picchiata e una contropendenza, si scende verso la costa valenciana con un distacco che l’Alpecin Deceuninck stabilizza intorno ai due minuti. Non manca una caduta, con Geraint Thomas che va a terra insieme al suo gregario Kim Heiduk: i due uomini Ineos si rimettono in sella (non prima di una medicazione al ginocchio sinistro del gallese) e rientrano con l’aiuto di Jonathan Castroviejo.
Sale il ritmo
Nella seconda metà del percorso da 201 chilometri, interamente pianeggiante e in larga parte sferzata dal vento laterale che viene dal mare, il gruppo aumenta il ritmo: a 66 km dalla conclusione riprende Herrada e, 25 km più tardi, il super-combattivo Okamica. In tempo per il traguardo volante di Cullera, dove Groves conferma la maglia verde su Marijn Van den Berg, mentre Jonas Vingegaard si prende un piccolo abbuono, e per un paio di cadute collettive negli ultimi dieci chilometri: va via in ambulanza Thymen Arensman, giornata complicata per la Ineos Grenadiers che dopo l’apprensione per Thomas perde sicuramente un uomo prezioso.
Giungiamo così allo sprint finale, come sempre con tante rotonde in avvicinamento. Curvone a sinistra, velocisti che non trovano i pesci-pilota, Soupe che coglie l’attimo fuggente e fa un piccolo buco a 200 metri dalla linea. Aular tenta il recupero lampo ma si ferma a una ruota di distanza. Tra i non pervenuti in queste convulse battute, il nostro Alberto Dainese che era accreditato tra i favoriti: nel marasma dei meno 5 km sono rimaste un attimo attardati anche diversi dorsali DSM.
Quella appena trascorsa era una “giornata di trasferimento”, vissuta come tale dai corridori che sono arrivati mezz’ora più tardi del previsto. Scelta comprensibile, dato che si poneva tra il Pico del Buitre di ieri e il Xorret de Catì di domani.
