Praga, un itinerario sulle orme di architetti, artisti e letterati la cui fama ha oltrepassato i confini non solo della città, ma anche della nazione. A proposito di scrivere, come non cominciare da Franz Kafka? Sebbene scrivesse in tedesco, il celebre autore (1883–1924) de Il processo, Il castello e La scomparsa, era infatti praghese e traeva grande ispirazione dalla sua città. In particolare dal centro storico, dove trascorse gran parte della sua breve vita. La sua casa natale, della cui struttura originaria rimane solo il portale in pietra, si trovava all’angolo tra le vie Maiselová e Kaprova. Di Kafka si trovano tracce quasi ovunque nella Città Vecchia, soprattutto intorno alla piazza: nella bellissima casa U minuty, vicino al Municipio, dove la famiglia visse sul finire dell’Ottocento, e nell’odierno Palazzo Kinsky (oggi Galleria Nazionale), dove il padre aveva una merceria. Altra tappa è il monumento tra la chiesa di S. Ducha e la sinagoga spagnola, dove Kafka andò a scuola. L’itinerario non può poi assolutamente prescindere dai luoghi ritratti nei suoi romanzi: i ponti di Praga, l’ex ghetto, Malá Strana, il Castello… Il Museo Franz Kafka aiuta a orientarsi tra i luoghi e la vita dello scrittore, ma l’ultima tappa sulle sue orme non può che essere al Nuovo Cimitero Ebraico, a Praga-Strasnice- dove Kafka riposa nella tomba di famiglia.

Non parole, ma schizzi. Contemporaneo di Kafka, a cavallo tra il XIX e il XX secolo è l’architetto Josef Fanta (1856–1954) che ha letteralmente disegnato il volto di Praga. Figura di spicco dell’emergente Art Nouveau, ha messo la firma su alcuni dei più belli e rappresentativi edifici della capitale. Nella Stazione Centrale gli è dedicato il caffè-gioiello, dallo stile e le atmosfere ancora originali: una bolla di pace ed eleganza nel bel mezzo del traffico di gente e convogli. Negli anni 1904–1905, sull’argine destro della Moldava e su progetto di Fanta, fu costruita una casa in stile Liberty per il club di canto Hlahol. Con sala da concerto, soffitto in vetro e ricca decorazione (cui ha preso parte, tra gli altri Alfons Mucha, è uno dei monumenti liberty più belli di Praga. Fanta vinse anche un concorso pubblico per il progetto del palazzo del Ministero dell’industria e del commercio Na Františku. L‘architetto ha poi collaborato con importanti colleghi della sua epoca e ha contribuito alla ricostruzione di numerosi monumenti praghesi, tra cui la birreria U Vejvodů nel centro storico: un edificio medievale, poi convertito in liberty. L’Hotel Alchymist è oggi nella casa storica dove Fanta visse dal 1903 fino alla morte. Fanta è sepolto nel cimitero di Olšany, nella tomba di famiglia da lui progettata.

Senza bisogno di treni o macchine del tempo, ma solo di buone scarpe e sana curiosità, facciamo un salto in avanti nel XX secolo e tuffiamoci nelle pagine di Bohumil Hrabal (1914–1997), scrittore dallo stile narrativo distintivo e inconfondibile. La sua opera fu tradotta in tre dozzine di lingue e, già in vita, era già il romanziere ceco più conosciuto al mondo, accanto a Milan Kundera e Jaroslav Hašek. La casa di Ulice Na Hrázi, la piazza Bohumil Hrabal, l’antica sinagoga… Praga parla di colui che parlava di Praga… A partire dalla sua Praga, il quartiere di Libeň. Lungo via Na Hrázi un grande muro commemorativo – con dipinti il suo ritratto, la macchina per scrivere Perkeo, i 16 gatti che lo hanno accompagnato in vita ed estratti di sue opere – e una lapide, tutto ciò in memoria dello scrittore. Da queste parti si trovava la casa numero 24, dove Hrabal trascorse 23 anni, poi demolita per costruire la metropolitana. Davanti al Castello di Libeň, ecco Palazzo Svět, un condominio costruttivista e grande magazzino costruito negli anni 1932–34: fu Bohumil Hrabal a renderlo famoso, ambientandovi numerosi racconti. Il viaggio sulle orme di Hrabal prosegue fino al Teatro Pod Palmovkou, dove lavorò come macchinista per circa tre anni, e poi nella direzione opposta all’ospedale Na Bulovce, dove morì quasi ottantatreenne. Prima di trovare il rifugio perfetto a Libeň, Hrabal ha cambiato diversi subaffitti nel centro storico di Praga: sopra il pub U Sedmíků, casa U Kamenného zvonu in piazza della Città Vecchia, in via Jáchymova… E poi, tra i tanti suoi amati pub, c‘è U Zlatého tygra (La tigre d’oro), dove sedeva nella saletta sul retro ed ebbe modo di incontrare Václav Havel, il presidente americano Bill Clinton, Alexander Dubček o la praghese Madeleine Albright.
