INARZO – Un progetto sperimentale che vuole dare una risposta alle sfide dell’autonomia e dell’inclusione sociale. Si intitola “Vita adulta autonoma” il servizio innovativo lanciato dall’associazione di promozione sociale Abaco e dal Comune di Inarzo a favore delle persone adulte che vivono situazioni di disagio. Un’esperienza che rappresenta un unicum sul territorio: l’obiettivo è quello di far conoscere la proposta ad altri enti del terzo settore affinché venga replicata.
Sostegno per il terzo settore
Il progetto è stato illustrato nei dettagli nella giornata di oggi, giovedì 26 ottobre, presso la sede di Abaco. Il sindaco di Inarzo Fabrizio Montonati ha messo in evidenza la sinergia con Abaco e la volontà di dare spazio a progetti sperimentali, sostenendoli: compito dell’amministrazione è proprio quello di accompagnare realtà del terzo settore impegnate con utenze segnate da situazioni di fragilità. Un obiettivo confermato anche da Roberto Molinari, assessore ai servizi sociali a Varese e responsabile per il Piano di zona territoriale. «L’amministrazione – ha detto – oggi è sempre più in difficoltà, a causa della carenza di risorse per il sociale, per cui è di assoluta importanza favorire la sussidiarietà, la collaborazione tra ente pubblico e privati». Presenti anche Marco Vanetti e Lisa Pignataro per il Piano di zona, la presidente di Abaco Aps Sara Gorlini e Giuseppe Di Carlo, presidente di Abad Cooperativa sociale.
Il progetto
“Vita adulta autonoma” è un progetto sperimentale proposto a persone tra i 35 e i 45 anni. Si tratta di una progettazione che ripropone il modello degli Sfa (Servizi di formazione all’autonomia), ma riguarda persone con situazioni di disagio che per diverse motivazioni non hanno una disabilità o un disagio certificati. Il bisogno intercettato da chi ha proposto il progetto è proprio quello di intervenire proponendo un percorso di socialità che accompagni l’utente in un percorso di autonomia. L’obiettivo è quello di creare un ambiente inclusivo in cui gli adulti con disabilità o con difficoltà nell’acquisizione dell’autonomia possano ricevere il sostegno necessario per superare le barriere sociali ed emotive. Gli interventi delle autorità presenti al lancio dell’iniziativa hanno rimarcato il valore di “Vita Adulta Autonoma” come sperimentazione di una socialità possibile: un progetto cui viene confermato il pieno supporto anche per il futuro, nell’ottica di un ampliamento dell’utenza e delle attività proposte.
La sfida
Le sfide dell’autonomia e dell’inserimento sociale rappresentano aspetti cruciali per il benessere e la crescita di ogni individuo. Tuttavia, per molti adulti che vivono con disabilità o affrontano difficoltà nell’acquisizione di competenze sociali, questa sfida può trasformarsi in un ostacolo imponente, limitando significativamente la loro partecipazione attiva nella società. La carenza di risorse e di servizi mirati ha contribuito ad accentuare il problema, lasciando spesso questi individui in una situazione di emarginazione, con limitate opportunità di sviluppo personale e partecipazione attiva nella comunità. L’isolamento e la mancanza di supporto adeguato possono avere impatti duraturi sulla qualità della vita di adulti in difficoltà e sulla loro capacità di costruire relazioni significative. Affrontare questa problematica richiede un approccio olistico e sostenibile, che metta in luce il ruolo cruciale che gli enti del terzo settore possono svolgere. Ed è proprio in quest’ottica che è nato il servizio “Vita Adulta Autonoma”.
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