VARESE – «L’appuntamento è per venerdì primo dicembre alle 21 alla chiesa di Sant’Ambrogio, per fare gli auguri di Natale con un concerto gospel: spero che ci troveremo numerosi ad ascoltare i Greensleeves, che allieteranno la serata con la loro musica e i loro canti». Come ha spiegato oggi, giovedì 23 novembre, a Palazzo Estense Paolo Soru, presidente del Lions Club Varese Sette Laghi, «il ricavato dell’evento sarà devoluto a favore di Caos; siamo orgogliosi e onorati di averlo promosso per aiutare questa associazione».
Battere sul tempo con prevenzione e diagnosi precoce
L’assessore Rossella Dimaggio ha sottolineato l’importanza di aderire agli screening: «Come sempre il Comune di Varese ha un grande piacere a sostenere Caos: la prevenzione e la diagnosi precoce sono un grande supporto per la vita delle donne, che ora in questo modo si possono salvare». Come ha aggiunto Soru, «è importante agire velocemente e battere il tumore sul tempo. Io sono stato toccato in prima persona: mia moglie è stata operata con successo e per tanti anni ho sono stato attivo come psicoterapeuta nella Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori».
Adele Patrini, presidente di Caos, ha richiamato l’attenzione sui focus del progetto, e in particolare sull’importanza della “community”: «Il tumore al seno ha raggiunto un’incidenza impressionante. Con 60mila casi all’anno in Italia, non è più un problema della medicina, ma un problema sociale: si risponde attivando la comunità, che a sua volta, tramite l’informazione e le relazioni con le organizzazioni di volontariato e del terzo settore va a sostenere l’ospedale».
Interrogare il Dna per terapie sempre più personalizzate
«Avete un’energia incredibile, vogliamo continuare la collaborazione con Caos», ha dichiarato Vera Carletti, vicepresidente del Lions Club Varese Sette Laghi. In particolare ora si va a interrogare il Dna, nell’ambito di una ricerca generale oncologica per personalizzare sempre di più le terapie: «Nel settore diretto dalla professoressa Tibiletti, è stato già nel 1994 avviato un progetto in questo senso», ha ricordato Patrini. «Inoltre interrogare il Dna può fornire informazioni fondamentali anche per aiutare la prevenzione, per esempio nei casi di mutazione genetica. Insieme a una visione sempre più lungimirante e personalizzata è importante la forza della comunità che sostiene l’ospedale, in un lavoro di squadra con il terzo settore. Il 95 per cento delle guarigioni non basta più, bisogna andare al 100 per cento, con l’obiettivo di una Varese che avrà detto la sua in prima linea».
