PARABIAGO – Sarebbe stato il gesto di uno squilibrato quello che ieri, venerdì 15 dicembre, ha provocato l’incendio del presepe nella chiesa di Santa Maria Elisabetta nella frazione parabiaghese di Villastanza. L’autore è un giovane di 23 anni, cittadino italiano, figlio di una coppia di immigrati magrebini. Fermato subito dopo dalla Polizia locale, il giovane è stato portato nella caserma dei Carabinieri di Legnano (nella foto) al comando del maggiore Pietro Laghezza, dove si è proceduto a interrogarlo e a denunciarlo per incendio doloso.
Il suo gesto ha provocato modesti danni materiali ma molto allarme nella frazione. Il 23enne sarà sottoposto a valutazione sotto il profilo psichiatrico: a quanto risulta, si tratterebbe di un soggetto mentalmente instabile.
Fdi: «Tolleranza zero»
Fra i primi a commentare l’episodio, il consigliere comunale di Parabiago e dirigente provinciale di Fratelli d’Italia Giuliano Polito. «Un altro, ennesimo attentato, perché di questo si tratta, ad un luogo simbolo della nostra identità e della nostra tradizione da chi vorrebbe imporci la propria cultura e sostituirla alla nostra. Il responsabile deve essere messo in stato di arresto e rimpatriato nel suo Paese di origine immediatamente. Nessuna tolleranza nei confronti di chi compie gesti violenti come questo, che danneggiano la nostra comunità cittadina e gettano discredito sulle tante altre persone perbene che, seppur appartenenti ad altre culture rispetto alla nostra, lavorano, pagano le tasse e rispettano le leggi del nostro Paese, che li ospita».
Per il capodelegazione di Fdi e co-presidente dell’intergruppo per la libertà religiosa al Parlamento europeo Carlo Fidanza «questo triste e grave episodio non è altro che il frutto di questa Europa dell’accoglienza indiscriminata. Esprimo la mia vicinanza ai cittadini e alla parrocchia colpita da questo ennesimo assalto alla nostra Fede. L’integrazione passa anche dal rispetto delle nostre tradizioni».
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