Legnano approva il nuovo Pgt. Radice: «Risolti nodi vecchi di cent’anni»

legnano pgt voto radice

LEGNANO – Nasce la Legnano dell’immediato futuro. Il consiglio comunale cittadino ha approvato nella seduta di ieri sera, mercoledì 12 giugno, il Piano di governo del territorio dell’amministrazione Radice, con quattro serate di anticipo rispetto al programma previsto. Assenti, come nelle precedenti sedute, tutti i consiglieri di opposizione, in aperta polemica con l’operato della giunta.

Il sindaco: «Le critiche? Figlie dell’invidia»

«È stato un percorso lungo, importantissimo per la vita di un’amministrazione e fondamentale per poter realizzare quella visione di città che ci unisce ci fa lavorare insieme non come soldatini, ma come tanti membri di una barca che veleggia e dove ognuno ha il suo ruolo e sa che cosa deve fare – ha detto il sindaco nella sua dichiarazione finale di voto (nella foto) – Per me è il terzo Piano di governo del territorio, da opposizione, da maggioranza e ora da sindaco. Sono stati tutti e tre molto faticosi. Passeranno le amministrazioni, ma le competenze e il know-how che si è creato grazie a questo percorso resterà a vantaggio della città».

Poi una frecciata alle minoranze. «Per questo mi dispiace che in tutto questo percorso finale solo una parte di chi rappresenta i cittadini attraverso le istituzioni democratiche sia stata presente in aula». Tanti i ringraziamenti, fino alla difesa d’ufficio dell’assessore Lorena Fedeli, che «ha preso critiche immotivate, ingiuste, frutto solo probabilmente di invidie di chi avrebbe forse desiderato in questa fase essere parte della maggioranza».

«Raccontate balle per mesi»

Questo Pgt, ha ribadito Lorenzo Radice, «mette in atto le luci guida del nostro cammino legate a due parole chiave, rigenerazione e sostenibilità, intorno alle quali abbiamo costruito la nostra visione di città e su cui stiamo lavorando. Per far ripartire la città ci siamo battuti come leoni per far sì che questo Pgt non fosse approvato alla fine del mandato ma a metà di esso, così da avere ancora tempo davanti per fare in modo che tutta una serie di energie che per troppo tempo sono rimaste bloccate possano avere anche le condizioni politiche e di amministrazione per essere attuate: mi riferisco ai piani attuativi degli ambiti di trasformazione.

«Abbiamo dovuto “decongelare” la città, puntando per scelta politica su tutela del suolo, tutela del commercio su cui abbiamo assistito a balle clamorose raccontate per mesi: la verità è che riduciamo di 160.000 metri quadri il commercio delle strutture medie di vendita, diciamo stop alle grandi superfici di vendita e istituiamo un fondo per alimentare il commercio di vicinato. E poi continueremo a spingere il ruolo di Legnano come città polo. Abbiamo assistito a discussioni surreali su piani come quello della Franco Tosi, dove chiediamo poche cose ma molto chiare sulle utilità pubbliche, facendo scelte coraggiose su nodi come l’accesso alla stazione che esistono da cent’anni, ma anche il vecchio ospedale e la caserma.

«Per troppi decenni Legnano ha visto uno sviluppo edilizio che ha cannibalizzato la città pubblica. Non voglio andare dietro a consiglieri che oggi ci fanno la predica e che negli anni Ottanta votavano cose che oggi vengono considerate inguardabili, per non dire peggio. Noi abbiamo rimesso la città pubblica al centro di questo Pgt, e questa è una scelta coraggiosissima. Infine, è un Pgt molto rispettoso della storia benché guardi al futuro. La Manifattura ne è un esempio, nonostante tutte le speculazioni e le balle che sono state raccontate alla città».

legnano pgt voto radice – MALPENSA24

Visited 152 times, 1 visit(s) today