SAMARATE – Poche frecciate, molti sorrisi. Ora il clima si rilassa, dopo giorni di campagna elettorale dai toni accesi. Questa sera, 20 giugno, i due candidati sindaco di Samarate che si scontreranno al ballottaggio si sono confrontati in un vis à vis ai giardinetti di Verghera. Da un alto c’era Enrico Puricelli, il leghista che ha riunito il centrodestra – sostenuto da Lega e Forza Italia – per puntare al secondo mandato consecutivo. Dall’altro lato c’era Alessandro Ferrazzi, ora punto di riferimento di una coalizione allargata dagli apparentamenti che vede Samarate al Centro, Movimento Cinque Stelle e Samarate Insieme al fianco di Pd, Samarate Città Viva, Giovamenti.

Vis à vis fra candidati
L’ultima volta dietro al tavolo del dibattito c’erano cinque aspiranti alla poltrona più importante in paese (ognuno con una candidata donna della rispettiva lista), ora sono rimasti solo in due. A moderare il confronto è stato il giornalista Roberto Morandi e introdotto dal direttore Marco Giovannelli (VareseNews), in collaborazione con la Cooperativa Edificatrice e di Consumo “La nazionale” di Verghera.
Sono stati giorni di campagna elettorale intensa, tra sorrisi e reciproche accuse. E va detto – stasera lo hanno confermato – che il rispetto tra Puricelli e Ferrazzi non è mai mancato nonostante nessuno abbia risparmiato niente a nessuno. Diversi i temi affrontati stasera, alternati a momenti più leggeri. Domande e curiosità che hanno messo alla prova i due candidati sulla loro conoscenza della città e del territorio. Per poi passare agli aspetti più concreti e che guardano al futuro: giovani, scuola, cultura, ambiente. E politica, argomento che ha scatenato le recenti polemiche.

Qui Puricelli
Il risultato del primo turno ha lasciato l’amaro in bocca a Puricelli: «Non siamo stati contenti, pensavamo di farcela subito», ha ammesso. «Ma siamo pronti a recuperare». E guardando gli apparentamenti del suo avversario, un dubbio è sorto al leghista: «Sembra fosse pianificato, anche perché è strano che tutti si uniscano contro uno». Poco importa, però, perché la sicurezza non gli manca: «Samarate dovrà sopportarmi ancora: è una città di centrodestra e un sindaco presente come me non si trova».
Passando ai temi ha parlato di protocollo d’intesa e Masterplan, con un focus sulla Variante alla 341: «Sono soddisfatto del lavoro fatto», ha detto. Mentre il grande traguardo «è la bretellina di via Ollearo e via Diaz, che costa circa 2milioni euro pagata da Sea e Regione Lombardia: una strada importante che non tocca i boschi». E, ancora, i temi della viabilità e della mobilità dolce sono stati riassunti nelle operazioni legate al Pnrr: «La città si trasformerà, soprattutto grazie alle piste ciclabili. Ma anche grazie alle strade che saranno asfaltate e ai rallentatori chiesti dai cittadini». Senza dimenticare gli obiettivi della Sala Pozzi e della Sala Convegni da rilanciare. ma anche il valore aggiunto delle nuove generazioni: «Sicuramente avremo dei giovani all’interno del consiglio comunale e abbiamo intenzione di creare organi dedicati alla partecipazione e offrire nuovi spazi».

Qui Ferrazzi
Differente invece la reazione di Ferrazzi al primo turno: «Mi sono lasciato scoraggiare dal risultato delle Europee, che mostrava un orientamento verso destra. Ma poi mi sono tranquillizzato: ero sicuro di arrivare al ballottaggio. E questa nuova coalizione è nata perché vogliamo un cambiamento. Niente di pianificato, è un progetto che è nato quasi in maniera naturale».
Entrando nei dettagli del programma, spicca la posizione sulla 341: «Ci opponiamo al progetto di adesso. Vogliamo migliorarlo, perché così sarà utile solo all’aeroporto di Malpensa e a snellire il traffico in aumento sulla superstrada 336». Ecco perché la grande attenzione è rivolta alla mobilità dolce, concentrandosi «sulle piste ciclabili e sui percorsi pedonali, ma rivedremo anche i percorsi più difficili per alcuni pedoni e ci concentreremo sull’abbattimento delle barriere architettoniche». Quindi un passaggio sulla Sala Pozzi («Per troppo tempo è rimasta abbandonata e relegata a magazzino»). Fino al tema giovani, «che non saranno esclusi ma verranno coinvolti – e già lo sono – in molte iniziative».
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