Tutti contro tutti a Samarate. Scintille al confronto tra i candidati

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SAMARATE – Nessuno risparmia nessuno. Anzi, tutti contro tutti. I candidati sindaco di Samarate si sono confrontati ieri sera – 3 giugno – di fronte a oltre 300 persone ai giardinetti di Verghera. Dopo due ore condite da scambi di accuse, sgambetti e persino insulti personali, un dato certo è emerso all’ultima domanda: nemmeno l’eventualità del ballottaggio avvicinerà persone che hanno metodi, opinioni e prospettive per il futuro tanto diverse. Se lo sono detto eccome: chi in maniera chiara, chi lasciandosi scappare qualche parola di troppo, chi con una battuta di spirito necessaria a stemperare gli animi non sempre pacati. Anche nei confronti dei giornalisti, in alcuni casi.

Bacheca protagonista

Che sia una sfida sentita lo dimostra il bagno di folla presente ad ascoltare le proposte dei candidati sindaco e delle candidate (donne) che fanno parte delle rispettive liste. A partire dall’uscente Enrico Puricelli e dalla sua vice Nicoletta Alampi, rappresentanti dei partiti di centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia). Ma anche: Alessandro Ferrazzi con Rama Ottini, che ha raccolto le anime del centrosinistra (Pd, Samarate Città Viva e gli under 30 di Giovamenti); Luca Macchi e Alessandra Cariglino con Samarate al Centro; il pentastellato Alessio Sozzi con Elisa BergoAlessandro Cenci e Rita Di Bari per Samarate Insieme. A moderare i giornalisti Gabriele Ceresa (Malpensa24) e Marilena Lualdi (Il Bustese).
Di fronte a loro, oltre 300 persone: dato sorprendente anche per politici di lunga data come Leonardo Tarantino. È stato lui a constatare come nella storia politica della città (quella recente, almeno) non si era mai visto un dibattito tanto partecipato. Merito di Eliseo Sanfelice, Lucia Borsani e Gabriele Serra – gli amministratori della Bacheca civica di Samarate che ha organizzato l’evento – e della formula individuata per interrogare gli ospiti, a dimostrazione che quello che era nato come un semplice gruppo social oggi ricopre un ruolo sempre più centrale nella vita pubblica samaratese.

Puricelli sul ring

Il dibattito si è acceso nel corso di una serata iniziata a ritmi blandi, discutendo prima di sociale, scuole, giovani e degrado urbano. Poi i toni si sono alzati e sono volate accuse incrociate. Al centro del ring Puricelli, che da sindaco uscente è stato inevitabilmente il più preso di mira. E se Ferrazzi non accetta più la «scusa del Covid» come causa «dell’inefficienza amministrativa», Puricelli replica a tono: «In questi anni dov’eri? Quando avevamo bisogno di volontari durante la pandemia non ti abbiamo mai visto». Effervescente anche il batti e ribatti tra il primo cittadino e Cariglino, chiamata in causa indirettamente come esponente del Gruppo Misto. Tranchant il leghista di fronte alle richieste di maggior coinvolgimento: «Ma se da due anni non vi si vede in Commissione…». Infine il sindaco uscente si è tolto un macigno dalla scarpa sfidando apertamente chi «da tempo continua a insultarmi sui social: lo vedo qui stasera, se vuole può ripeterle davanti a tutti». E si è preso gli applausi del pubblico.

Non solo insulti

Durante il confronto non sono mancati momenti di tensione, anche e soprattutto con Macchi protagonista. Che non solo non le ha risparmiate ai suoi avversari politici (come quel «hai un cervello piccolissimo» rivolto a Ferrazzi), ma se l’è presa anche con i giornalisti. Una diretta reazione alla domanda sulla crisi del commercio al dettaglio provocata dalla moltiplicazione sul territorio di supermercati e di grandi centri commerciali come l’ex Mizar della limitrofa Busto Arsizio.
Per fortuna c’è anche chi ha provato a rilassare i nervi con l’ironia. Lo ha fatto Sozzi: «Visto che sono tutti agitati, in caso di alleanze sceglierei Cenci. Che è il più tranquillo qui a Samarate».

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