Cassani: «Da Zambon demagogia. E da Acli Gallarate non prendo lezioni di moralità»

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GALLARATE – La risposta di Andrea Cassani alla segretaria del Pd di Gallarate Anna Zambon è arrivata oggi, 8 luglio, durante il “Caffè Scorretto”, la consueta diretta Instagram del lunedì. Le sue dimissioni da consigliera comunale sono state definite dal sindaco come «Demagogia politica di chi si è fatto notare più per la sua uscita che per gli 8 anni in consiglio comunale». 

Orban e Rackete 

Zambon aveva motivato la sua scelta come un gesto concreto «contro l’arroganza e la prepotenza di un primo cittadino che ci invita spesso a tacere, un sindaco per cui vale una sola regola: o con lui o contro di lui». Il casus belli, secondo la segretaria dem, era stata proprio una recente diretta social in cui Cassani l’aveva definita «Carola Rackete in salsa gallaratese». Ma lui respinge le accuse al mittente: «Già qualche settimana fa vi dicevo che ormai frequentava poco la città: si sapeva che si sarebbe dimessa. Ora ha addotto come motivazione che sarebbe stata da me offesa perché l’ho paragonata a Carola Rackete, mentre il Pd definisce me il piccolo Orban, accostandomi a un dittatore». 

Le lezioni dell’Acli 

Nel mirino del primo cittadino anche le Acli di Gallarate che, poche ore dopo la conferenza stampa della segretaria dem, hanno inviato un comunicato di solidarietà nei suoi confronti. Mentre sulla condanna dei Sinti per l’assalto in municipio, avvenuta lo stesso giorno, nemmeno una parola. Una discrepanza fatta notare da Cassani, ricordando di quando «pagati dalla collettività andavano al Campo di via Lazzaretto a fare progetti di integrazione, siccome i Sinti non mandavano i figli a scuola. Pensate a come abbiamo buttato via i soldi con le giunta di centrosinistra». E conclude: «Sui Sinti non hanno detto nulla, mentre  sono usciti immediatamente a difesa della consigliere dimessa. Dalle Acli non accettiamo lezioni di moralità, anche perché quando c’è da scagliarsi contro qualcuno per cui sono stati pagati per provare a farlo integrare, e si avvera il contrario, non spendono nemmeno una parola. Però sulle questioni legate al Pd, l’Acli c’è sempre. Peggio per loro, rimarranno quello che sono».

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