Da Suigo a SuiGoat. Chi è il 17enne gigante di Tradate vice campione del mondo

Luigi Suigo Italbasket Mondiali U17

ISTANBUL – C’è un sorriso che rischiara l’azzurro tenebra (per dirla con Giovanni Arpino) del basket italiano. E ha anche una matrice varesina. Stiamo parlando di Luigi Suigo, lunghissimo ragazzo di Tradate che ha conquistato la medaglia d’argento ai Mondiali Under 17 di Istanbul. L’Italbasket guidata da Giuseppe Mangone si è arresa in finale solo all’inarrivabile Team Usa. Una resa peraltro più che onorevole visto il livello tecnico e atletico espresso dagli americani.

Da Suigo a SuiGoat

A raccontare da bordo campo il cammino degli azzurri c’era un unico giornalista italiano: Paolo Spelorzi, inviato di Backdoor Podcast. Spel ha narrato le gesta dei ragazzi di Mangone, li ha accompagnati nella loro scalata, li ha quasi vezzeggiati nei suoi seguitissimi podcast. E ha coniato per Luigi Suigo un nickname che già diventato di tendenza su X, SuiGoat (trick tra il cognome del centro e Goat, un acronimo che per gli americani sta per “Greatest of All Time”). “Questo nickname sicuramente è apprezzato, è comunque una bella soddisfazione anche semplicemente avere un nomignolo del genere da portarsi dietro” ha dichiarato SuiGoat a Backdoor Podcast.

La carriera di Luigi Suigo

Il lunghissimo centro dell’Italbasket Under 17 (214 centimetri) è nato a Tradate il 29 gennaio 2007. Dopo gli inizi con Varese Academy, Luigi Suigo (nelle immagini Fiba) ha scelto l’Olimpia Milano, con cui ha già esordito in Serie A segnando un canestro tra i sorrisi di coach Ettore Messina e l’abbraccio del compagno di squadra Nikola Mirotic. Insomma il futuro è di Suigo. Anzi di SuiGoat. Peccato per Varese non godersi un figlio della sua provincia, da sempre land of basketball.

L’intervista a Backdoor Podcast

Team Usa era veramente forte, ma d’altronde essendo i 12 migliori di 50 Stati è normale che siano così forti e atletici. Noi abbiamo provato a dare il tutto per tutto. Penso che se fossimo stati più bravi a superare il loro press avremmo potuto giocare meglio di come abbiamo fatto. Però ci siamo impegnati fino alla fine, quindi sono contento. A livello personale devo dire che le prime due partite (coincise con altrettante sconfitte n.d.r.) sono andate abbastanza male, poi sono riuscito un po’ a riprendermi. Semplicemente provo a fare in campo quello che so fare e farlo meglio.

Tutte le potenzialità di SuiGoat nel video di ItalHoop

 

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