VARESE – Trapiantato un rene “a ferro di cavallo” all’Ospedale di Circolo di Varese. Si è trattato di un intervento raro, reso possibile dalla grande esperienza della squadra multidisciplinare del centro trapianti varesino.
L’obiettivo
Espandere il pool di organi da offrire ai tanti pazienti in attesa di trapianto. E’ questa una delle principali direttrici dell’attività della Chirurgia Generale d’urgenza e dei trapianti di ASST Sette Laghi, diretta dal professor Giulio Carcano.
«Ricorrere a reni così detti marginali non è assolutamente da considerarsi un atto imprudente – spiega Carcano – poiché molti organi che inizialmente venivano considerati marginali attualmente sono annoverabili nello standard e i risultati per i pazienti sono eccellenti. Nel caso specifico, poi, il rene a ferro di cavallo non è propriamente un organo marginale, piuttosto è una variante anatomica rara che impone ai chirurghi chiamati a prelevarlo e poi a trapiantarlo delle difficoltà particolari, soprattutto nella gestione dei vasi e degli ureteri, che sono di fatto doppi e in posizioni molto peculiari. Ma il paziente che lo riceve, beneficerà di un rene perfettamente funzionante. Il ricorso ai reni marginali, del resto, non ha l’obiettivo di supplire alla carenza cronica di organi, quanto piuttosto quello di riuscire a trapiantare tutti i pazienti in attesa».
Lavoro d’équipe
«Questi interventi sono il risultato dell’esperienza, che ha permesso al nostro Centro Trapianti di maturare una competenza tecnica davvero eccellente grazie a tutti gli specialisti coinvolti: non solo i chirurghi della mia équipe, ma anche gli urologi e i chirurghi vascolari – tiene a sottolineare Carcano – Solo una squadra così completa può davvero garantire il massimo impegno affinché un dono così prezioso come un organo possa tradursi in una nuova vita».
