LEGNANO – L’abrogazione del reato di abuso d’ufficio contenuta nel ddl Nordio. E le motivazioni della sentenza con cui la Corte d’Appello di Milano ha assolto l’ex sindaco di Legnano Gianbattista Fratus, il suo vice Maurizio Cozzi e l’allora assessore alle Opere Pubbliche Chiara Lazzarini da tutte le accuse depositate lo scorso 10 luglio.
Gli elefanti nella stanza
Sono questi i due “elefanti nella stanza” più volte evocati dai difensori degli imputati nel processo Piazza Pulita bis, tornato in aula oggi, lunedì 15 luglio. Si tratta del secondo filone dell’inchiesta che nel maggio 2019 portò all’arresto di Fratus, Cozzi e Lazzarini (il Tar intervenne per sospendere il consiglio comunale) condannati in primo grado e poi, appunti, assolti in Appello.
Due elefanti nella stanza, si diceva, perché il pubblico ministero Nadia Calcaterra, nell’udienza di aprile aveva cambiato il reato di turbativa d’asta contestando agli imputati l’abuso d’ufficio. Reato che, per altro, anche la Corte d’Appello milanese aveva inquadrato senza però rinviare gli atti alla procura bustocca. Reato, che, però verrà abrogato non appena il ddl diventerà norma. E oggi non è ancora così. Nel caso delle motivazioni dell’assoluzione va da se che essendo i reati contestati agli attuali imputati in concorso con Fratus, Cozzi e Lazzarini, dichiarando innocenti i secondi lo stesso si dovrà fare con i primi.
Difese all’attacco
E sulla base di questi due punti le difese hanno chiesto una sentenza di proscioglimento predibattimentale che il pubblico ministero Calcaterra ha definito «tardiva» a questo punto dell’iter processuale. Sul punto, in ogni caso, il presidente del collegio Giuseppe Fazio è stato chiaro: l’abuso d’ufficio non è ancora stato abrogato e la sentenza di assoluzione non è ancora in giudicato. In aula si tornerà il 27 settembre anche se il collegio ha già calendarizzato udienza sino a marzo 2025.
