BUSTO ARSIZIO – Piazza Pulita bis: si riparte dall’inizio. Davanti ad altri giudiici. L’udienza di oggi, giovedì 4 aprile, per il secondo filone dell’inchiesta Piazza Pulita che portò all’arresto nel maggio del 2019 dell’allora sindaco di Legnano Gianbattista Fratus, del suo vice Maurizio Cozzi e dell’assessore ai Lavori Pubblici Chiara Lazzarini, ha visto le difese degli imputati fare una mossa prevedibile.
Assoluzione dopo l’Appello
Chiedendo per Luciano Guidi, candidato sindaco alle Amministrative del 2017 che in vista del ballottaggio, secondo l’accusa, veicolò i propri voti su Fratus in cambio di un posto per la figlia in una municipalizzata, Paolo Pagani, ex direttore generale di Amga, Enrico Barbarese, ex dirigente per lo sviluppo organizzativo del Comune, Enrico Peruzzi, suo predecessore, Mirko Di Matteo, ex direttore di Euro.Pa e Catry Ostinelli, ex presidente di Amga, l’assoluzione. Questo praticamente prima che il dibattimento abbia inizio. Il perché è presto detto: dopo la condanna in primo grado, la Corte d’Appello di Milano, il 19 gennaio scorso, ha assolto Fratus, Cozzi e Lazzarini da tutte le accuse su richiesta dello stesso sostituto Pg. In realtà la procura generale aveva chiesto per Fratus il minimo della pena per il solo reato di corruzione elettorale. Per tutti è arrivato un verdetto favorevole.
Visto che i reati contestati agli imputati di Piazza Pulita bis sono tutti in concorso con i tre principali indagati andati assolti, se questi sono innocenti lo sono anche i sei comparsi oggi davanti al giudice del Tribunale di Busto Giulia Pulcina in composizione monocratica. Ferma l’opposizione del pubblico ministero Nadia Alessandra Calcaterra che ha convinto il giudice. Il Tribunale ha respinto la richiesta per due ragioni: le motivazioni dell’assoluzione in Appello non sono state ancora depisitate e la sentenza non è ancora passata in giudicato (in astratto la procura generale potrebbe impugnare la posizione di Fratus per la sola corruzione elettorale).
Il cambio del capo di imputazione
La contro mossa del pubblico ministero è stata quella di cambiare il capo di imputazione da turbativa procedimentale in assenza di gara in abuso d’ufficio. Reato che si dibatte davanti a un collegio. Il giudice ha accolto la richiesta del Pm Calcaterra rinviando gli atti al collegio 1 del Tribunale presieduto da Giuseppe Fazio, ricordando agli imputati che possono richiedere di essere ammessi al rito abbreviato, chiedere la messa alla prova o chiedere l’ammissione di nuove prove. Quindi ha rinviato il processo al 21 maggio, davanti al collegio, giorno in cui si ricomincerà tutto dall’inizio.
