MILANO – Processo Piazza Pulita: tutti assolti in Appello. Il secondo grado ribalta la sentenza per l’ex sindaco di Legnano Gian Battista Fratus, l’ex vicesindaco Maurizio Cozzi e l’ex assessore ai lavori pubblici Chiara Lazzarini. La decisione oggi, venerdì 19 gennaio, davanti ai giudici del Tribunale d’Appello di Milano.
Sentenza ribaltata
Condannati rispettivamente in primo grado dal Tribunale di Busto Arsizio a 2 anni e 2 mesi, 2 anni e un anno e tre mesi oggi sono stati assolti con la formula più ampia. Fratus era accusato di corruzione elettorale. I tre ex amministratori legnanesi erano accusati anche di aver pilotato la nomina del direttore generale del Comune e quello del direttore di Amga, società municipalizzata legnanese, oltre ad aver modificato il bando per la nomina di un commercialista in Euro.Pa., altra società partecipata dal Comune di Legnano e di aver cucito un bando su misura per il curatore d’arte Flavio Arensi (da quest’ultimo capo di imputazione Lazzarini è stata assolta come richiesto anche dal pm).
Il secondo grado ha completamente ribaltato la sentenza pronunciata nell’aprile 2020 in primo grado dal Tribunale di Busto Arsizio.
Lega: «Carriere distrutte per nulla»
«Sono passati cinque lunghissimi anni – commenta la sentenza la sezione di Legnano della Lega-Salvini Premier – Alla fine, la verità, tenace, è riuscita ad emergere. Ci è voluta molta pazienza abbinata alla professionalità dei legali per sgretolare un pezzo per volta le infamanti accuse. Per noi è finita così, con una sentenza di assoluzione, non grazie a qualche cavillo procedurale, ma con una piena e cristallina certificazione di non colpevolezza. Ne eravamo sicuri sin dal primo giorno. Nel frattempo un uomo per bene è stato distrutto. Niente tornerà come prima. Il dolore, la paura, lo sconforto patiti in questi lunghi anni non potranno essere risarciti. Il vero limite del nostro sistema giudiziario è che di fronte anche ad un errore enorme nessuno pagherà. Legnano ha dovuto rinunciare ad un sindaco onesto, ha subìto la nomina di un commissario incapace di gestire le priorità della città ed è andata ad elezioni amministrative piena del fango generato da accuse infondate. Siamo sicuri che nessuno dei paladini della giustizia, quelli che prontamente sono scesi in piazza o hanno costituito comitati per la legalità, avrà l’onestà di scusarsi per le ingiurie gratuite sprecate all’indirizzo di un uomo onesto».
Il coordinatore della Lega Lombarda per Salvini Premier, Fabrizio Cecchetti, si dice «felice per la piena assoluzione di un amico, di un galantuomo, di una persona perbene come Fratus, al quale il tempo ha restituito giustizia, dopo cinque anni di inferno. Resta l’amarezza che questa giustizia arrivi appunto dopo cinque anni, dopo che la carriera politica di Fratus, che ricordiamo venne arrestato, è stata distrutta, dopo che la Lega ha perso il sindaco di una città importante come Legnano per un’accusa poi risultata infondata». Mentre per l’eurodeputata Isabella Tovaglieri «dopo cinque anni di inferno giudiziario e mediatico, qualcuno dovrà chiedere scusa all’ex primo cittadino e a tutti i legnanesi, privati del loro sindaco della Lega a causa di uno scandalo dimostratosi inesistente». Concetti ribaditi dal segretario provinciale, Alessio Zanzottera: «Legnano ha perso un bravo sindaco leghista e la macchina mediatica ha fatto il resto per portare la sinistra alla guida della città. Questo è un punto sul quale tutta la politica dovrebbe fermarsi a riflettere. Sarebbe bello che da molti arrivassero le dovute scuse. Purtroppo questi anni di sofferenza a Gianbattista e alla sua famiglia non verranno restituiti».
Ma Brumana: «No alle mistificazioni»
«La notizia dell’assoluzione – è il commento del consigliere comunale legnanese Franco Brumana (Movimento dei Cittadini) – ha dato avvio a molti commenti che hanno mistificato l’accaduto. Sono intervenuti lo stesso Salvini e altri esponenti della Lega per dichiarare che la giunta Fratus era caduta a seguito dell’azione penale. Queste affermazioni sono false e strumentali. La giunta di Fratus era implosa su sé stessa per la scandalosa incompatibilità di un assessore che era in causa contro Amga. La maggioranza dei consiglieri comunali si era dimessa e quindi il consiglio doveva essere sciolto e la giunta doveva decadere. Invece con un atto palesemente illegittimo Fratus aveva fatto intervenire il difensore civico regionale che aveva surrogato uno dei consiglieri dimissionari. Questa surroga è stata poi annullata dal Tar. Fratus è stato arrestato quasi due mesi dopo le dimissioni della maggioranza dei consiglieri e quindi quando ormai il destino della sua giunta era inevitabilmente segnato. Ha resistito con vari espedienti illeciti e inefficaci finché lo stesso Salvini ha chiesto al presidente della Repubblica di sciogliere il consiglio e di fare decadere di conseguenza la giunta. La vicenda penale quindi non ha avuto alcuna influenza sulla caduta di Fratus e il Comitato Legalità che aveva avviato la causa al Tar e aveva assunto iniziative pubbliche contro Fratus non ha mai utilizzato gli arresti del sindaco e degli assessori per raggiungere il suo scopo. Ora la solidarietà per i patimenti ingiustamente subiti non può intaccare il giudizio politico inevitabilmente e pesantemente negativo su quanto è accaduto e sulla giunta Fratus».
