VARESE – Sono in tutto 168 le persone truffate da una “azienda fantasma” che nel 2019, tra Angera e la provincia di Novara, aveva proposto la vendita di bancali di pellet a prezzi vantaggiosi, prima di sparire nel nulla con i soldi degli ordini. Il processo è ancora in corso in tribunale a Varese, ma ben 74 vittime hanno rinunciato a portare avanti la propria posizione nel procedimento, e hanno quindi ritirato la querela sporta all’epoca dei fatti. Cioè cinque anni fa.
Imputati e parti civili
Sono soltanto tre le persone che invece si sono costituite parte civile per chiedere un risarcimento ai quattro imputati, di età compresa tra i 35 e i 75 anni, ai quali è contestato il fatto di aver simulato una organizzazione aziendale per pubblicizzare e vendere del materiale che non esisteva.
Da Facebook al tribunale
Alcune vittime della truffa hanno parlato davanti al giudice nell’udienza dell’altro giorno. Molte altre già nel 2019 avevano raccontato la propria esperienza su un gruppo Facebook: “Truffa del pellet Angera/Pombia” che in poco tempo aveva raccolto centinaia di iscrizioni.
Il finto affare
Per una media di 200 euro circa per ogni ordine, la finta azienda – che aveva allestito degli uffici tra provincia di Varese e Piemonte – proponeva l’acquisto di decine di bancali del combustibile usato per le stufe. La campagna pubblicitaria, tra l’estate e l’autunno di cinque anni fa, era stata imponente. Poi, all’improvviso, l‘azienda chiuse i cancelli e svuotò le vetrine dove era stato esposto il pellet. E per i clienti arrivarono i primi sospetti.
