TAINO – La comunità di Taino ricorda le 35 vittime dello scoppio della Polveriera, avvenuto il 27 luglio 1935. La cerimonia si terrà sabato alle 18 nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano.
Memoria collettiva
Questa occasione rappresenta un momento di riflessione e di memoria collettiva, volto a onorare chi perse la vita in quel tragico evento. «L’importanza di ricordare è fondamentale per mantenere viva la memoria del passato e per costruire un futuro consapevole e unito», sottolinea il sindaco Stefano Ghiringhelli. L’esplosione della Polveriera segnò profondamente la vita di molte famiglie. La commemorazione sarà un’ opportunità per ricordare l’importanza che questa fabbrica ha avuto nella vita di Taino per quasi settant’anni.
La polveriera di Taino
In un bosco fitto e verde, quasi completamente divorati dalla vegetazione, ancora oggi si nascondono i resti dell’ex Polveriera Montedison, fondata ad inizio Novecento e chiusa sessant’anni dopo. L’azienda produsse le micce per aprire il traforo del Sempione ed entrò a far parte della vita (e della morte) dei tainesi. Sabato 27 luglio 1935 alle prime ore del turno pomeridiano, esattamente alle 14.35 si verificò uno scoppio nel capannone adibito all’imballaggio dei materiali, lungo circa 15 metri ed alto 4, ubicato in posizione eccentrica rispetto alla restante parte dello stabilimento. La violenza dell’esplosione causò la rovina dell’intero fabbricato.
La tragedia non spezzò il legame fra la popolazione e la fabbrica. Al contrario, nonostante il dolore e la disperazione, in un certo modo lo rinsaldò: i tainesi erano consci del rischio che correvano, quell’azienda paradossalmente dava da vivere a migliaia di famiglie e c’erano addetti che prima di iniziare a lavorare si facevano il segno della croce.
Una grande famiglia
La Polveriera fu come una grande famiglia. Non rappresentò solo il luogo della paura e del dolore, ma anche della gioia e dell’amicizia. Qui si sono intrecciate storie di vita, di amore e di solidarietà. Le testimonianze di chi ha lavorato alla Polveriera sono piene di ricordi positivi, di momenti felici trascorsi insieme, di una comunità che, nonostante le difficoltà e i pericoli, ha sempre saputo sostenersi a vicenda. Era un luogo dove la cooperazione e il supporto reciproco erano valori fondamentali, dove ognuno si sentiva parte di qualcosa di più grande. L’atmosfera di cordialità e di affetto tra colleghi e dirigenti ha creato legami indissolubili che ancora oggi vengono ricordati con nostalgia e gratitudine. «Invitiamo tutta la comunità a partecipare a questa cerimonia di ricordo e di preghiera, affinché il sacrificio di coloro che persero la vita non venga mai dimenticato e continui a rappresentare un monito per le generazioni future», spiegano dall’amministrazione comunale.
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