VARESE – Caos è la parola che rende meglio l’idea della seduta di consiglio provinciale che si è svolta questa sera, mercoledì 31 luglio. È stato davvero complicato per i consiglieri e per gli spettatori, compreso chi qui scrive, seguire i lavori convocati in videoconferenza. Difficoltà nei collegamenti, voci in ritardo, votazioni scritte nella chat via messaggio e parole rimaste a metà, in particolare quando al microfono parlava chi si trovava a Villa Recalcati, come il presidente Magrini, hanno reso i lavori dell’assise particolarmente complessi. E il tema principale, l’assestamento di bilancio, è passato quasi in secondo piano.
Critiche dell’opposizione
I problemi sono iniziati fin da subito, tanto che i microfoni sono rimasti in silenzio per qualche minuto, fino a quando qualcuno l’ha fatto notare e si è scoperto che la seduta era già al punto 2. Tutto da rifare quindi. «Dobbiamo fare un consiglio online, ma io stasera ho un consiglio comunale quindi i consigli si possono fare anche in presenza», ha lamentato Marco Colombo di Fdi. «È sotto gli occhi di tutti che fare un consiglio provinciale l’ultimo giorno utile su uno degli atti più importanti dell’amministrazione è già di per sé inusuale, così come farlo online. Anche se il regolamento lo prevede io lo avrei fatto in presenza. La presenza e l’online non sono la stessa cosa», ha aggiunto il leghista Sergio Ghiringhelli. Difficile dargli torto, vista la difficoltà di comprendere le voci che giungevano a pezzi da Villa Recalcati. «Fare il consiglio a fine luglio è un termine che anche tutte le amministrazioni comunali stanno seguendo in questi giorni, stiamo rispettando i tempi e facendo il lavoro in modo corretto – ha detto il presidente Marco Magrini – è stato fatto un consiglio online visto che qualcuno poteva partecipare ma non poteva essere presente perché è in vacanza. Diventava necessario farlo online per garantire la partecipazione di tutti, questa era la volontà: di fatti ci sono 15 consiglieri su 17». Unici assenti Barcaro e Quintiglio.
Assestamento di bilancio
Pur tra le difficoltà il consiglio provinciale ha approvato l’assestamento generale di bilancio, con 9 favorevoli, 4 contrari e un astenuto. Relatore sul tema il consigliere Mattia Premazzi. Per la Provincia di Varese, le verifiche effettuate sull’andamento generale delle entrate e delle spese alla data attuale non hanno evidenziato particolari criticità. Il Settore Finanze e Bilancio ha provveduto a adeguare i principali fondi iscritti a bilancio, come il fondo crediti dubbia esigibilità, sia per la parte di competenza sia per la parte accantonata al risultato di amministrazione 2023, sia il fondo per rischi, a fronte di quanto segnalato dal Settore Avvocatura. Anche il fondo di riserva e il fondo cassa sono stati aggiornati. L’ente ha registrato maggiori entrate grazie a un accordo di collaborazione con Regione Lombardia per le attività connesse alla riattivazione dell’impianto di prelievo ipolimnico previste dal programma d’azione dell’Aqst del Lago di Varese e una convenzione per la gestione dei servizi per il lavoro e delle politiche attive del lavoro. Tra le spese maggiori si segnala l’aumento dei controlli e delle ispezioni sugli impianti termici, come previsto dalla Legge Regionale. L’ente ha assicurato il mantenimento degli equilibri finanziari anche per gli anni 2025 e 2026. La salvaguardia degli equilibri di bilancio ha ricevuto parere favorevole dal revisore dei conti. «L’assestamento si chiude nel rispetto degli equilibri, con la fotografia di un ente sano che continua nella sua gestione», ha detto Premazzi.
Colombo, Magrini e il dottor Destino
Non sono mancati gli interventi più politici, come quello di Marco Colombo che ha paragonato Magrini a un personaggio della Marvel. «Il presidente è un po’ come il Dottor Destino che nel suo castello riesce a rendere contenta la sua popolazione facendo accordi un po’ da una parte un po’ dall’altra e riesce a tenere in gioco forze politiche ben più grosse della Provincia di Varese – ha detto – ma siamo sicuri che questa provincia ha una maggioranza per andare avanti? Abbiamo assistito a gente che dà indietro le deleghe, presidenti di fondazioni che si dimettono e poi vengono richiamati, per la Protezione civile dobbiamo fare due commissioni per sistemarla. In questo momento questo bilancio non andrebbe votato». Il leghista Ghiringhelli ha invece espresso preoccupazioni per il futuro dell’ente. «Voteremo contro perché è la logica conseguenza di un periodo che ha messo a nudo troppi dubbi e troppe inefficienze. Il periodo che verrà mi preoccupa molto, ho paura per la tenuta dell’ente. Da quello che si sa a livello nazionale non è prevista una controriforma delle province, se ne riparlerà a giugno 2026, ci aspettano due anni che saranno due anni duri in cui la Provincia perderà capacità organizzative e gestionali». La replica di Marco Magrini: «In prospettiva futura avete la possibilità di cambiare questa maggioranza dal 29 settembre, ci sono votazioni libere e democratiche e si potrà fare questo». Poi ha parlato dell’attività dell’ente in merito a organizzazione e personale. «Faremo un concorso per la faunistica, la Polizia locale provinciale potrà assumere 4 persone nonché un responsabile del settore».
Un’assenza che non passa inosservata
Ultimo punto all’ordine del giorno la costituzione di una commissione provinciale di studio per l’organizzazione del servizio di Protezione civile provinciale, approvato con 14 favorevoli e un astenuto. Ma una domanda (sibillina) a Magrini è stata posta dal leghista Luca Panzeri: «Il consigliere delegato Barcaro non è presente perché non è d’accordo su questa commissione oppure è una defezione estiva perché magari è in vacanza? Non averlo presente mentre si parla di Protezione civile, quando di solito è molto attivo sul tema, mi sembra strano». A rispondere il presidente Magrini, che si è cosi espresso (per quello che si è potuto capire online): «Ho massima stima di lui, è da parecchi anni che ho lavorato con lui nelle unità di crisi con tante attività con grandissimi risultati. Dal punto di vista organizzativo e logistico si è sempre speso con molta dedizione. Ci siamo confrontati quando ha deciso di dare le dimissioni da consigliere delegato circa un mese fa: lui mette in discussione un aspetto della riorganizzazione, secondo lui stiamo facendo errori come Provincia rispetto a mettere sotto la stessa unità operativa Protezione civile e Polizia faunistica. Ma su questo tema mi aspetto comunque il suo aiuto in futuro».
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