BUSTO ARSIZIO – Il rimpasto di giunta “resuscita” il Manuale Cencelli. Ma dai calcoli si scopre che non è Fratelli d’Italia ad essere sottodimensionata negli equilibri di maggioranza, ma la lista civica del sindaco Antonelli, mentre arriva la conferma che è la Lega ad essere sovrarappresentata nei posti di governo, dopo aver perso uno degli eletti in favore dei “Fratelli”. In realtà quindi non sono questi ultimi ma i civici che dovrebbero rivendicare un riequilibrio negli incarichi. Alla fine però, quando a settembre si riprenderà in mano il tormentone del rimpasto, saranno la politica (e il primo cittadino Emanuele Antonelli) a decidere.
Il manuale
Narra la leggenda che il manuale, che ha preso il nome da un funzionario della Democrazia Cristiana, fosse un introvabile fascicolo di otto pagine dattiloscritte con le istruzioni per la spartizione “matematica” dei posti di governo e sottogoverno sulla base dei rapporti di forza di coalizione. Un must ai tempi della Prima Repubblica, in qualche modo ha resistito fino ai giorni nostri con le coalizioni che a volte lo prendono ancora a riferimento per dare un indirizzo in qualche modo oggettivo alla suddivisione degli incarichi. E a Busto Arsizio, nonostante autorevoli dissensi, la delicata e complessa partita del rimpasto di giunta si basa proprio sul tema degli equilibri tra i gruppi che formano la coalizione di centrodestra. Con Fratelli d’Italia che, ormai dai tempi del passaggio di Max Rogora dal gruppo della Lega a quello dei “meloniani”, rivendica il ribaltamento dei rapporti di forza e invoca un assessore in più, da portare via proprio al partito di Matteo Salvini.
I pesi
Ma cosa direbbe il “Manuale Cencelli” se venisse veramente applicato al centrodestra che governa Busto Arsizio? I conti sono presto fatti, sulla base dei punteggi indicativamente attribuibili a ciascun incarico (ci dà una mano in questo senso l’ex assessore Franco Castiglioni, ex Dc poi per una vita in Forza Italia, che a Busto è uno dei massimi esperti del “Cencelli”): ogni assessore vale uno, il sindaco vale tre, vicesindaco e presidente del consiglio uno e mezzo, amministratori unici e presidenti delle partecipate 0.8, i consiglieri 0.4 fino ad arrivare allo 0.25 del consigliere del Parco Altomilanese. A complicare il tutto, a Busto Arsizio, c’è l’anomalia di un sindaco iscritto ad un partito (Fratelli d’Italia) e promotore di una lista civica a lui direttamente legata. Per sciogliere questo nodo, ai tempi della definizione della giunta dell’Antonelli-bis, le forze di maggioranza decisero di “pesare” il sindaco a metà su Fratelli d’Italia e sulla civica. E a questo punto lo stesso discorso dovrebbe valere per l’incarico affidato a Laura Mira Bonomi, presidente di Neutalia su indicazione diretta del sindaco.
I conti

I numeri dicono che la lista civica totalizza 5.7 punti (“mezzo” sindaco e “mezzo” presidente di Neutalia, tre assessori e l’amministratore unico di Agesp Spa), la Lega 4.3 (vicesindaco, due assessori e l’amministratore unico di Agesp Strumentale), Fratelli d’Italia 4.5 (le altre quote del sindaco e della presidente di Neutalia, un assessore e i due amministratori unici di Agesp Energia e Prealpi Gas) e Forza Italia 2.15 (contando la presidente del consiglio comunale, una consigliera d’amministrazione di Prealpi Gas e il posto di consigliere del Parco Altomilanese, peraltro attualmente vacante). Sull’altra tabella ci sono le proporzioni in base ai consiglieri di maggioranza: la lista civica dovrebbe avere 6.66 punti, quindi ne manca quasi uno, mentre alla Lega in base al “Cencelli” spetterebbero 3.33 punti, quasi uno in meno di quelli che effettivamente ha, mentre sono più o meno “pagate” (detto in gergo politichese) Fratelli d’Italia e Forza Italia (contando che tornerà ad esprimere il posto di consigliere vacante del Parco Altomilanese). E allora, conti alla mano, il manuale smentirebbe la necessità di uno scambio tra Lega e “Fratelli” nelle caselle della giunta Antonelli. Anche se, avverte l’esperto Franco Castiglioni, il “Cencelli” dovrebbe essere preso come una traccia per le trattative all’interno della coalizione più che come un calcolo “alla lettera”. E alla fine saranno i partiti a smazzarsi la partita del rimpasto.
Busto, rimpasto di giunta rimandato a settembre. La Lega frena i Fratelli
