Pellicini: «Dal governo soldi per i Miogni». Galimberti: «Faremo la nostra parte»

Il carcere dei Miogni di Varese. Nel riquadro, Andrea Pellicini

VARESE – Nella seduta odierna alla Camera dei Deputati, il governo, nell’ambito della discussione del DL Carceri, ha accolto l’ordine del giorno di Andrea Pellicini. Nel documento presentato dal deputato di Fratelli d’Italia si chiede che «proseguano le opere di ristrutturazione della Casa Circondariale di Varese» e che da Roma vengano stanziati i soldi necessari per poter effettuare una serie di lavori di ristrutturazione quanto mai necessari.

L’odg di Andrea Pellicini

Dichiarato carcere da destituire nel 2001, il Miogni negli ultimi 20 anni non solo ha continuato a funzionare come carcere, ma non ha mai visto un intervento di ristrutturazione che è quanto mai necessario.  E nell’ordine del giorno, il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini dettaglia i passaggi fondamentali prima di arrivare a precisare che «nell’ultimo periodo, grazie al positivo e concreto impegno del Provveditorato alle carceri lombardo, sono stati promossi progetti significativi per il rifacimento del muro di cinta, ormai pericolante, per l’acquisizione di una palazzina adiacente di proprietà del Comune di Varese da destinarsi ad alloggi ed uffici della polizia penitenziaria, nonché per dotare di docce le celle al primo e al secondo piano dell’edificio, considerato che, ad oggi, soltanto le celle al piano primo ne sono dotate».

E ancora: «Lo spostamento degli alloggi e degli uffici della polizia giudiziaria in altra palazzina, oltre a migliorare considerevolmente le condizioni del personale in servizio, consentirebbe di poter destinare le aree lasciate libere nell’edificio principale a spazi per le attività rieducative per i detenuti, nonché alla realizzazione di ulteriori e più moderne camere di detenzione».

Pellicini poi ha sottolineato «il senso del dovere e la professionalità della polizia penitenziaria in servizio presso l’istituto penitenziario, che gestisce una popolazione carceraria costituita per oltre il 50% da stranieri, molti dei quali tratti in arresto per attività criminali relative al cosiddetto “spaccio nei boschi”, fenomeno che da qualche anno sta affliggendo il Varesotto».

tutto ciò premesso, il sottoscritto deputato chiede che il Governo, nell’ambito delle risorse a disposizione, voglia sostenere la graduale ristrutturazione della Casa Circondariale di Varese, così migliorando le condizioni generali delle persone ivi detenute e le condizioni di lavoro del personale della polizia penitenziaria.

Galimberti: «Bene, Il Comune farà la sua parte»

«Il tema della riqualificazione del carcere di Varese è un argomento importante e abbiamo sempre collaborato con tutti i Governi che si sono dimostrati attenti alla questione – ha dichiarato il sindaco Davide Galimberti – Bene dunque che con un ordine del giorno passato oggi in parlamento, il carcere di Varese sia tornato al centro dell’attenzione. L’urgenza della riqualificazione dell’istituto penitenziario, infatti, è stata spesso sollevata da alcuni parlamentari varesini, come il senatore Alfieri e gli onorevoli Gadda, Candiani, Pellicini e dall’amministrazione varesina. Tanto che il Comune di Varese ha messo a disposizione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria il vicino Comando della Polizia Locale di via Sempione, per le esigenze del personale e degli uffici del carcere così da ampliare gli spazi della detenzione. Oggi (mercoledì 7 agosto), con l’ordine del giorno passato in parlamento, si impegna il governo ad effettuare interventi importanti per il miglioramento della struttura, ma nel provvedimento si individuano anche azioni in cui il Comune potrà essere soggetto attivo come ad esempio la messa a disposizione di alcuni locali in modo da dare più spazio alla Polizia Penitenziaria. Bene dunque il passaggio di oggi – conclude il sindaco Galimberti – sperando che si passi presto dalle parole ai fatti. Il Comune farà la sua parte».

Gadda polemica: «Non prendiamoci in giro»

«Mentre la Lega propone ordini del giorno per fare gli studi di fattibilità sulla delocalizzazione del carcere Miogni di Varese, si potrebbe chiedere di mettere ora le risorse necessarie per la messa in sicurezza e per avere situazioni più dignitose per i detenuti e i lavoratori di questa struttura?, chiede la deputata varesina di Italia Viva Maria Chiara Gadda. «Perché come ben ricorda in premessa l’odg dell’onorevole Candiani, le ultime risorse vere per portare acqua calda e docce risalgono al 2017. Fu allora una mia battaglia, che si fermò purtroppo solo al piano terra. Poi tutto si bloccò di nuovo, lasciando la struttura (a cui è legato anche il destino del tribunale di Varese) in un insopportabile limbo. Facciamo tutti gli studi di fattibilità del mondo, ma non prendiamoci in giro».

Candiani: «A Varese serve un nuovo carcere»

«Il carcere “Miogni” di Varese è stato dichiarato dismesso nel 2001, ma ancora oggi ospita circa il doppio dei detenuti rispetto alla sua capacità regolamentare di 53 posti. Parliamo di un edificio molto vecchio, costruito nel 1893, che solo nel 2017 ha avuto i bagni delle camere del piano terra dotati di acqua calda e docce. Anche il resto della struttura è in uno stato di forte vetustà: una situazione che rende la carcerazione e il lavoro della polizia penitenziaria ancora più difficili, tanto più considerando il sovraffollamento. Oggi, con l’approvazione di un preciso Odg della Lega al DL Carceri, il governo si è impegnato a redigere uno studio di fattibilità per esplorare la possibilità di trasferire il carcere in una nuova sede, più moderna ed adeguata». Queste le parole di commento del deputato della Lega Stefano Candiani, primo firmatario dell’Odg.

«Un miglioramento necessario sia per il benessere dei detenuti sia per quello del personale che vi lavora. Tuttavia, assurdamente, Dem e 5Stelle, pur di prendere posizione contro la maggioranza, si oppongono al superamento di questa situazione di degrado. C’è comunque un dato di fatto, sconcertante: PD e 5stelle, rifiutano uno studio di fattibilità per realizzare un nuovo carcere al posto del Miogni. Il che è ancora più assurdo tenuto conto che, lo ripeto, l’attuale complesso è stato dichiarato dismesso con D.M. 30/01/2001 previa costruzione di un nuovo istituto con un decreto emesso da un loro governo (Governo Amato II) e mai revocato nel corso degli ultimi 20 anni».

In merito al DL Carceri discusso alla Camera dei Deputati, nel quale gli onorevoli varesotti Pellicini (Fdi) e Candiani (Lega) sono stati protagonisti di due odg, uno che prevede la richiesta al governo di ristrutturare debitamente il carcere di Varese e l’altro che pone il problema di un nuovo carcere al di fuori del contesto urbano della città, è intervenuto anche l’ex deputato leghista Matteo Bianchi: «Ringrazio i deputati firmatari degli ordini del giorno al Dl Carceri. Il tema dei Miogni è prioritario, sia nell’immediato che in una prospettiva futura. Per garantire dignità servono urgentemente lavori di riqualificazione dell’attuale struttura ma nella nuova Pianificazione Territoriale Generale della città di Varese, la Lega si attende una nuova collocazione dei Miogni, così come previsto nel nostro programma elettorale che ho più volte esposto. Faremo la nostra parte per sostenere questa tesi e cooperare affinché veda concretezza nel nuovo strumento urbanistico».

Alfieri (PD) visita i Miogni: «Impegno bipartisan per i lavori di riqualificazione»

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