Amici dell’Olona: «Inutile la task force anti sversamenti del Comune di Legnano»

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LEGNANO – Ma quale “task force” di supporto ad Arpa contro gli sversamenti illegali nell’Olona La nuova convenzione annunciata lunedì scorso dal Comune di Legnano «è l’atto finale delle manovre del sindaco Radice e dell’assessore Fedeli per boicottare le richieste degli Amici dell’Olona e di Legambiente di affidare alla Polizia Locale il compito di svolgere accertamenti urgenti nel caso di sversamento nel fiume, con il prelievo di campioni di acqua e con la verbalizzazione delle circostanze del “luogo del crimine” necessarie per le indagini e per l’individuazione della responsabilità». Ne è convinta la stessa associazione Amici dell’Olona, di cui è presidente il consigliere comunale legnanese Franco Brumana, che ricorda oggi, mercoledì 4 settembre, come «la proposta degli Amici dell’Olona e di Legambiente è stata accolta solo dai sindaci di Canegrate e di Parabiago e il tavolo di lavoro degli altri sindaci non si è più nemmeno riunito».

«Una presa in giro i controlli del Consorzio»

Per Brumana la convenzione, seppure modificata, prevede prestazioni del Consorzio che gestisce il fiume «di fatto irrilevanti e inefficaci rispetto a un rapido accertamento degli inquinanti, prima che ne vengano disperse le tracce della corrente del fiume. Basta leggere gli impegni del Consorzio previsti nella convenzione per accertare che si sta trattando solo di un annuncio propagandistico e di una presa in giro. L’art. 4 bis prevede che il Cfo esegua sopralluoghi ogni 15 giorni: quindi un addetto del Consorzio guarderà semplicemente il fiume e stenderà un verbale anche se non sarà in corso alcun fenomeno di inquinamento.

«In caso di richiesta da parte del personale comunale, il Cfo ne darà notizia ad Arpa, eseguirà un sopralluogo ed entro tre ore darà riscontro scritto al Comune e alla stessa Arpa, la quale deciderà con i suoi tempi e metodi se intervenire ed effettuare prelievi. Sarebbe molto più semplice che la Polizia Locale, ricevuta la segnalazione, si recasse subito sul posto ed effettuasse prelievi di campioni dell’acqua del fiume. Fino ad oggi Arpa non è intervenuta o è intervenuta in ritardo, senza eseguire accertamenti e riscontri utili per le indagini».

Nessun colpevole per le stragi del 2020 e del 2022

Gli “amici” del fiume ricordano la strage dei pesci del 24 giugno 2022 «e il rifiuto di Arpa di intervenire, nonostante le pressanti richieste del sindaco di Parabiago Cucchi.  Ma il caso più clamoroso è del 3 luglio 2020, quando molti quintali di pesci morti sono stati trasportati dalla corrente a Legnano insieme a carcasse di topi (nella foto in alto). A tutt’oggi, nonostante l’estrema gravità dell’accaduto, non si può sapere quali veleni furono riversati nel fiume e nemmeno la loro pericolosità per la salute pubblica, perché Arpa è intervenuta alcuni giorni dopo e ha potuto constatare solo che l’acqua del fiume era in condizioni ottimali».

In definitiva, per l’associazione ambientalista «l’introduzione di un nuovo passaggio burocratico attraverso il Cfo non farà che aggravare l’inefficacia dei controlli. Il Cfo dovrà inoltre prelevare “durante gli eventi meteorologici campionature di acqua a monte e a valle del territorio comunale” anche se non risulteranno fenomeni di inquinamento e lo dovrà fare, non si sa perché, al di fuori di Legnano. Infine il Cfo si impegnerà a “coordinare tutte le attività di assistenza, monitoraggio e sorveglianza del fiume, ivi includendo il servizio di allerta, redigendo opportune rendicontazioni delle attività svolte”. Sino ad ora di fatto vi sono stati interventi risolutivi, e in alcuni casi si è scoperto il responsabile degli sversamenti, solo grazie alla vigilanza, ai sopralluoghi e alle segnalazioni dei cittadini e degli Amici dell’Olona e grazie ad Alfa srl, gestore del servizio idrico della provincia di Varese, che, interpretando per fortuna in modo estensivo le proprie competenze, ha svolto indagini e risolto i problemi. Ora anche Alfa e gli Amici dell’Olona dovrebbero essere “coordinati” dal Cfo, che a memoria d’uomo non risulta mai intervenuto per gli episodi di inquinamento. Gli Amici dell’Olona – conclude Brumana – proseguiranno nella loro attività senza farsi condizionare da assurdi impedimenti burocratici, senza richiedere corrispettivi e senza vantarsi di essere una “task force”; inoltre, insieme a Legambiente insisteranno perché i sindaci istituiscano il servizio di pronto accertamento dei reati di inquinamento tramite la Polizia Locale».

Olona, il Comune di Legnano annuncia task force per monitorarlo e tutelarlo

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