GEMONIO – Matteo Salvini è arrivato alle 19.30 di stasera, sabato 7 settembre, a casa di Umberto Bossi a Gemonio. Un incontro di riavvicinamento che si svolge dopo lo strappo delle due feste distinte per i 40 anni del partito e le polemiche a seggi aperti in occasione delle Europee, solo gli ultimi due episodi di un allontanamento tra i due e le due “Leghe”, quella di oggi e quella di ieri, che dura da tempo.
Visita a Gemonio
Salvini ha colto l’occasione della presenza in serata alla festa della Lega di Besozzo per far visita di persona al Senatur dopo la telefonata tra i due dello scorso 30 agosto, subito dopo che si era diffusa la falsa notizia della scomparsa del fondatore del Carroccio. Una battuta con i cronisti ma nessuna dichiarazione e poi via nella villa liberty nel cuore della Valcuvia che in passato fu sede di diversi incontri di vertice del Governo Berlusconi tra lo stesso Bossi, il Cavaliere e Gianfranco Fini.
Mai in guerra con Bossi
All’uscita dalla villa, dopo essersi trattenuto per più di un’ora, Salvini parla di un incontro andato «benissimo» (qui sotto l’intervista). «Bossi è in forma, abbiamo parlato di autonomia, pensioni da tutelare, lavoro, tasse, giustizia, Governo, di come sta la Lega, contento lui e contento io. Mi ha rassicurato sulla direzione intrapresa dal partito». Quindi prende la strada dell’auto svicolando da una domanda su Vannacci, ma poi imbeccato nuovamente concede una battuta finale. Alla domanda se quella di stasera è stata la pace di Gemonio risponde così: «Non c’è mai stata nessuna guerra».
Subito dopo l’abbraccio dei militanti a Besozzo. Ad accoglierlo, tra gli altri, il segretario provinciale Andrea Cassani, l’eurodeputata Isabella Tovaglieri, il consigliere Emanuele Monti, il governatore Attilio Fontana e i parlamentari Massimiliano Romeo e Stefano Candiani.

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