GALLARATE – Ogni volta che la soluzione alla protesta del bosco di via Curtatone appare vicina, qualcuno tira il freno a mano. Gli ambientalisti tornano alla carica dopo che il sindaco Andrea Cassani – in Commissione – aveva riassunto quanto emerso dal tavolo con il prefetto Salvatore Pasquariello, chiamato in causa per mediare e contribuire alla valutazione delle proposte di Legambiente Lombardia. E il piano d’azione sembrava ormai definito. Ma chi dal 5 agosto si oppone al taglio dell’area verde non si vuole arrendere: «Nell’incontro sono avvenuti dei fraintendimenti che ci preme chiarire», riporta una nota firmata dal presidio di via Curtatone. Nel frattempo anche il consigliere regionale Paola Pizzighini (M5S) ha annunciato che sarà presente alla manifestazione organizzata dagli attivisti per domenica, 15 settembre: «La parola d’ordine sarà tutelare il bene comune».
Gli ambientalisti non mollano
Gli ambientalisti non mollano. Ricordando che hanno preso parte all’incontro con il prefetto perché «riteniamo apprezzabile ogni tentativo di dialogo, a fronte di un’amministrazione indisponibile al confronto e che risponde al presidio e ad oltre 8mila firme con il dito medio». Poi, nello specifico, l’intervento per «chiarire» alcuni punti emersi dal tavolo. Questi, nello specifico:
– all’incontro non è stata condivisa la proposta conclusiva. È stato invece detto che ci sarebbe stato un confronto con tutti i e le partecipanti al presidio per una sua valutazione. Riteniamo infatti fondamentali questi passaggi partecipativi e democratici, visto anche la presenza di un numero sempre maggiore di persone non riconducibili ai gruppi originari che si sono occupati nel tempo del progetto. Noi che chiediamo partecipazione e democrazia, proviamo a praticarla a partire proprio da noi stessi.
– Grazie alla mediazione del prefetto e alla lotta instancabile in difesa del bosco, è stato accettato di procedere con un’analisi faunistica per certificare l’esistenza della fauna selvatica nel bosco. Un’esistenza che già abbiamo provato con foto e video di numerosi ricci e altri uccelli e mammiferi. Non è mai stato condiviso che, verificatane la presenza, a prescindere dagli esiti della ricerca degli esperti faunistici, si sarebbero ripresi i lavori entro 15 giorni. Che senso avrebbe valutare la presenza di fauna selvatica protetta da leggi nazionali e direttive europee, se a priori si è deciso che, comunque vada, quegli animali dovranno morire sotto gli alberi abbattuti?
– Il Prefetto ha precisato che quel tavolo non poteva affrontare il tema delle eventuali modifiche al progetto. Non ha detto che è immodificabile, ma che non è sua competenza. Abbiamo preso atto.
Facendo riferimento all’ultima Commissione, poi, aggiungono: «Il sindaco ha però chiarito che non c’è alcuna volontà di rivalutare il progetto, fosse anche per riconfermarlo». E sul percorso partecipativo nei quartieri previsto dallo stesso progetto «verrà (forse) attivato a lavori iniziati, con già tutto deciso». Le domande: «È questa la partecipazione? Non è forse un prendere in giro i cittadini, allontanandoli ulteriormente dalle istituzioni? Perché quella parte di progetto può essere trascurata? E non troviamo la scusa del tempo: il rispetto del cronoprogramma è già stato ampiamente disatteso ben prima dell’inizio della difesa del bosco, per ritardi tutti imputabili al comune. La giunta chiederà i danni anche al sindaco?». E concludono: «Al prefetto abbiamo chiesto non più tempo per scendere dagli alberi e abbandonare il presidio permanente, ma per valutare insieme con lucidità le proposte fatte». La promessa è che «noi rimarremo a difendere il bosco».
I Cinque Stelle in Regione
Domenica, alle 16, ci sarà la manifestazione organizzata dai comitati. «Una manifestazione pacifica a difesa di un bosco urbano e della sua fauna contro un’ennesima colata di cemento», le parole di Pizzighini. «Teoricamente il finanziamento del progetto con fondi europei sarebbe destinato alla rigenerazione urbana». Facendo riferimento a una normativa che «è molto chiara e riguarda la riqualificazione degli edifici esistenti e dei quartieri, non certo il consumo di suolo vergine». Inoltre, dice, «il progetto del nuovo polo scolastico non corrisponde agli interessi dei cittadini, perché i plessi esistenti rischierebbero l’abbandono». Il nuovo plesso «sarebbe, inoltre, distante dalle principali aree residenziali, con annessi disagi per le famiglie nel portare a scuola i bambini». Per la pentastellata «sarebbe più conforme alla normativa riqualificare gli edifici già esistenti che garantirebbe la vicinanza delle scuole nei quartieri cittadini». In questi mesi sono state anche avanzate proposte «che condivido», dice. Come «la trasformazione dell’area in un parco urbano o la rinaturalizzazione e riforestazione di un’area urbanizzata di almeno pari superficie a quella del progetto contestato nel territorio comunale». Per questi motivi, a luglio, «ho depositato in consiglio regionale un’interrogazione per chiedere a Regione, co-finanziatrice del progetto, di intervenire a tutela del bosco, dando risposta alle istanze e alle proposte sagge e concrete dei cittadini che si sono attivati con coraggio».
Il riccio e l’ironia
Il Comune, in tutta risposta, non sembra preoccuparsi troppo della protesta in corso. Dopo incontri e tentativi di dialogo dove ognuno ha preso posizione, ora il sindaco è passato all’ironia. In una storia pubblicata su Instagram, Cassani viene ripreso al parco pubblico di via delle Rose – e non via Curtatone, come precisa – mentre si imbatte in un riccio, ricordando che invece nel bosco del presidio non ne sono stati avvistati. Una strategia comunicativa semplice per ridimensionare le battaglie faunistiche che da oltre un mese impediscono l’avvio del cantiere per la realizzazione del nuovo campus scolastico di Cajello-Cascinetta.
Bosco di Gallarate, nessun rinvio al taglio. La mediazione del prefetto
