Bosco di Gallarate, Legambiente cerca la mediazione col sindaco. Le tre proposte

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GALLARATE – Sono giorni di tensione in via Curtatone a Gallarate: gli ambientalisti difendono il bosco senza arretrare di un millimetro, le forze di polizia sorvegliano e agiscono. E visto che in più di un’occasione si sono viste scintille, c’è chi allunga una mano «per cercare una riconciliazione locale». Lo dice Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, in una lettera aperta rivolta al sindaco Andrea Cassani e all’assessore Sandro Rech (Ambiente). Con «alcune proposte» da mettere sul tavolo e «confidando si possa tornare ad un clima più disteso».
Nel frattempo, prosegue il presidio davanti – e dentro – il cantiere del bosco. Richiamando esponenti della politica regionale e parlamentare. Ma anche la stampa a livello nazionale. Come oggi, 3 settembre, con la visita di Devis Dori, deputato alla Camera in quota Europa Verde. O come l’intervento delle telecamere di Mediaset, attraverso il programma Mattino Cinque.

Legambiente cerca la mediazione

Dopo i blitz delle forze dell’ordine e dopo l’arrivo anche della Celere, Legambiente Lombardia cerca una mediazione. Ecco perché dalla lettera firmata da Meggetto emergono tre proposte «nel tentativo di trovare una soluzione alla complessa situazione che si è venuta a creare, nonché al rischio di forti conflittualità». Ecco il testo integrale della missiva:

Egregio Sig. Sindaco, gentile Assessore,

in merito alle vicende che stanno attraversando il territorio di Gallarate, in particolare in relazione al Progetto Grow29, ci permettiamo di inviare anche le nostre riflessioni, e alcune proposte, per cercare una riconciliazione locale, condividendo lo spirito con cui anche il Comitato locale, si è attivato in queste settimane.

Intanto una considerazione che nonostante possa essere letta come troppo generica, è invece alla base dello sviluppo anche delle politiche territoriali locali. Partendo infatti dalla Convenzione di Aarhus, (“Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l’accesso alla giustizia in materia ambientale” firmata nella cittadina di Aarhus, in Danimarca, nel 1998 ed è entrata in vigore nel 2001) nel suo preambolo, indica come la tutela dell’ambiente richiede la collaborazione di tutti, cioè si ha “il dovere di tutelare e migliorare l’ambiente, individualmente o collettivamente, nell’interesse delle generazioni presenti e future.” E ancora “Una maggiore partecipazione ai processi decisionali migliorano la qualità delle decisioni e ne rafforzano l’efficacia, contribuiscono a sensibilizzare il pubblico alle tematiche ambientali e gli consentono di esprimere le sue preoccupazioni, permettendo alle pubbliche autorità di tenerne adeguatamente conto.”

Attraverso infatti lo sviluppo della capacità di ascolto e la condivisione dei tempi, dei modi e dei luoghi del dialogo bi-direzionale possiamo, insieme, contribuire alla creazione di un clima di fiducia e di un nuovo rapporto con le amministrazioni locali, uno degli obiettivi più ambiziosi dello sviluppo sostenibile. Ci pare, ma potremmo sbagliarci, che questo passaggio di accettazione collettiva del progetto, probabilmente per una tempistica stringente, sia saltato.

Detto questo, vista la contingenza del momento, nel tentativo di trovare una soluzione alla complessa situazione che si è venuta a creare, nonché al rischio di forti conflittualità, vorremmo chiederLe di:

acconsentire alla richiesta del Comitato per una sospensione del taglio del bosco fino al 15 ottobre, periodo in cui avifauna è fuori dal periodo di nidificazione e le specie arboree non sono in stato vegetativo;

acconsentire ad effettuare congiuntamente un sopralluogo per verifica di eventuali danni subiti dalla fauna presente nel bosco con il taglio avvenuto;

verificare, unitamente al Parco della Valle del Ticino, che le prescrizioni indicate dalla lettera del 12/07/2024 del Parco, in particolare al punto 1 comma 2 e cioè “nell’ implementazione del cantiere, sia valutata preventivamente, in accordo con il Parco del Ticino, la possibilità di mantenere una porzione del bosco esistente con relativi esemplari in tutta la zona perimetrale con particolare attenzione alle porzioni nord ed est” vengano di fatto tenute in considerazione.

Infine, sarebbe utile alla comunità e al territorio di Gallarate che si rivedesse il progetto, opportunità che la stessa legge sul procedimento amministrativo riconosce alle amministrazioni [anche ove ritenesse i propri atti esenti da vizi di legittimità] come pieno potere di riesaminare una precedente situazione, rideterminandola alla luce di nuove valutazioni [cfr. art. 21-quinquies della L. 241/1990 – 1 ove si legge che: Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell’adozione del provvedimento o, salvo che per i provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell’organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti”].

Con ciò, nonostante il nostro giudizio sul progetto, non si chiede di rinunciare ad un’opera pubblica, ma di ridefinire l’area anche alla luce del fatto che il Comune di Gallarate ha consumato già 1137 ettari di suolo vergine, il 54% del territorio comunale contro una media provinciale del 21% e regionale del 12%.

Infine, crediamo che la discussione debba essere ricondotta urgentemente anche al Consiglio Comunale cittadino che, complice il periodo estivo, al momento non si è espresso sulla vicenda.

Confidando si possa ritornare ad un clima più disteso, porgiamo cordiali saluti.

Dori al presidio

Nel frattempo, il deputato Devis Dori nel pomeriggio ha fatto visita al presidio di via Curtatone. «Continueremo la battaglia, per tenere i riflettori accesi», ha detto. Lo scorso 7 agosto, ha ricordato, era stata depositata un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin («Perché il tema era la biodiversità del bosco e la tutela dell’ambiente»). Ora arriverà una nuova interrogazione parlamentare, però rivolta al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi («Perché adesso è diventato un tema di sicurezza pubblica»). Nel video, l‘intervento del deputato di Europa Verde:

Le telecamere di Mediaset

Anche le telecamere di Mattino Cinque hanno raggiunto il bosco di via Curtatone. Sul posto, hanno raccolto le testimonianze durante un momento di riposo dal caos degli ultimi giorni: mentre gli ambientalisti stavano lavorando all’uncinetto con il circolo Laudato Si’ di Busto Arsizio. Una parantesi, appunto, «per attenuare la tensione in questa strada», la voce dei manifestanti. «Tensione immotivata, perché ci sono persone tranquille». E che «difendono un bene di tutti».

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