GALLARATE – «Ciò che siamo intenzionati a fare, che stiamo valutando, è capire i danni che stanno creando i manifestanti da un punto di vista economico. Che non ricadano quantomeno sugli onesti cittadini di Gallarate». Parla il sindaco Andrea Cassani. La protesta che gli ambientalisti stanno portando avanti in via Curtatone, in difesa del bosco, incide inevitabilmente sul cronoprogramma previsto, rallentando i lavori per la realizzazione del nuovo polo scolastico. Di conseguenza, «l’azienda che deve tagliare gli alberi sta sostenendo dei costi a causa dei ritardi. E, quindi, qualcuno dovrà rifonderli».
La protesta del comitato e dei «soggetti dei centri sociali»
Cassani ha affidato il suo pensiero alla puntata settimanale del Caffè scorretto. Il sindaco prende posizione nei confronti degli ambientalisti, racconta l’entità del progetto e i vantaggi previsti con la realizzazione di Grow29. Fino a lanciare stoccate nei confronti dei molti sostenitori che in questi giorni sono passati al presidio per sostenere i manifestanti. «Tanti atti ci sono stati, come la Variante al Pgt che ha reso quell’area dedicata all’istruzione, e mai nessuno ha fatto nulla. Non hanno impugnato alcun atto. Se non fare questa protesta». Viene chiamato in causa il comitato Salviamo gli alberi di Gallarate, che sta coordinando il presidio. Ma anche i giovani che sono all’interno del bosco: «Si sono portati questi soggetti dei centri sociali. Ovviamente non sono di qui – a protestare ce ne sono ben pochi di gallaratesi – ma sono persone che arrivano da fuori e che serialmente fanno questo tipo di occupazioni».
E proprio in riferimento ai più giovani contestatori, arriva l’aggiornamento: «So che la questura sta già procedendo nei loro confronti, perché l’occupazione è diventata questione di ordine pubblico», spiega Cassani. Quindi «non è di competenza del sindaco», ma è appunto la questura che sta gestendo il tutto «in accordo con la prefettura e, chiaramente, informando il Comune». Sì, perché «si sta parlando di un cantiere. E chi sta dentro, sta commettendo un reato». In sintesi, «chi è lì senza permesso, sta occupando abusivamente una proprietà non sua».
Gallarate sì, la ferrovia no?
Poco lontano, come è noto, sono in corso i lavori per realizzare il collegamento ferroviario Gallarate-Malpensa. E fare un paragone è inevitabile, per Cassani. «Il cantiere in questione – dice il primo cittadino – è circa 100 volte più grande rispetto a quello della scuola». E lo stesso rapporto viene fatto sul numero degli alberi sacrificati. «Avete mai visto un manifestante o uno del comitato presentarsi? Qualcuno arrampicarsi sugli alberi? Nessuno». Secondo il sindaco, sotto ma nemmeno troppo sotto, la questione è politica. Dice: «L’opera (della ferrovia, ndr) riguarda anche amministrazioni di centrosinistra: questi soggetti sono fortemente politicizzati – se guardate chi c’è nel comitato ci sono anche persone che si sono candidate alle elezioni con il centrosinistra e con la sinistra, perdendole abbondantemente – e lo stanno facendo a Gallarate solo per una questione politica». Questo perché «altrimenti non avrebbe senso» battersi per l’area in via Curtatone, che è «di scarso pregio da un punto di vista faunistico e della flora». Insomma, «la pantomima che stanno compiendo va bene per coprire le vicende agostane». Alla fine, affonda, «trionferà il realismo, con una nuova scuola per studenti e che porterà a sistemare le altre».
«Pseudo-ambientalisti»
Una manifestazione fatta quindi da «pseudo-ambientalisti» che va «solo ad aumentare costi e ritardi a un progetto che verrà comunque fatto». Infine, dito puntato anche contro chi «va li per avere visibilità e pubblicità: un modo poco intelligente farlo provando a sostenere la tesi di chi non rispetta le leggi». Come l’ex vicesindaco di Varese, Daniele Zanzi («Pensasse a fare bene la sua professione ed evitasse di fare politica in altri Comuni»). Oppure gli altri «politicanti regionali e nazionali, gente neanche mai sentita che per provare a guadagnare voti e visibilità prova ad andar lì e poi a fare interrogazioni parlamentari e regionali sul tema. Lasciano il tempo che trovano».
A chiudere, la questione più animalista. «Nidi non ne sono stati trovati», conclude Cassani. «Ci saranno animali che si sposteranno, anche perché non viene disboscata completamente l’area». Ma ne verrà solo tagliata una parte per fare spazio al polo scolastico, «non per fare un supermercato o la casa del sindaco o una torre di settanta metri».
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