Tragedia in tuta alare, la moglie di Guenzani: «Ti amerò per sempre»

base jumping Filippo guenzani

di Omar Macchi

GALLARATE – «Penso che i miei genitori siano le persone più coraggiose, perché sono in grado di lasciare la libertà al loro figlio di sperimentare con la vita, di fare questi giochi». Lo raccontava in un’intervista risalente al 2020 Filippo Guenzani, il 38enne originario del Gallaratese (da tempo viveva negli Usa) morto domenica 29 settembre in un incidente in tuta alare in Alta Savoia. Parole che a risentirle ora, dopo la tragedia che si è consumata sulle cime del Crève-Coeur a Sallanche, fanno venire i brividi e suonano come un testamento.

Il salto dal grattacielo  

Guenzani era molto attivo su YouTube e proprio al canale “Affettuosamente Critico” aveva rilasciato una lunga intervista. Nel video il 38enne – figlio dei  proprietari del circolo di tennis e centro ippico Le Querce di Casorate Sempione – ripercorreva la storia della sua passione per il paracadutismo e il base jumping: dal primo corso seguito su invito di un amico, fino ai salti più spericolati. «La cosa più folle che ho fatto forse è stata il salto da un grattacielo, di notte, a San Diego. Siamo saliti dalle scale di emergenza dopo essere entrati facendo finta di vivere lì. L’atterraggio era in un parcheggio pieno di macchine. Avevo dieci metri per mettere giù i piedi». 

Errori senza chance 

Già allora Guenzani era un esperto, con oltre 500 salti all’attivo e una media di due lanci a settimana. Con l’intervistatore, il giovane si mostrava conscio dei pericoli insiti in uno sport che non ammette incertezze: «Non ho ancora rischiato – diceva – ma è come essere in Formula 1 a 300 all’ora: quando fai l’errore non hai chance». La consapevolezza del rischio, però, era bilanciata da un amore incontenibile, che, come raccontava, lo portava a cercare sempre un motivo per saltare, anche nelle giornate no, piuttosto che una ragione per tirarsi indietro dal pericolo. «La cosa più bella è quando stai bene, sei pronto, hai gestito la tua paura e poi voli. Mentre volo penso che voglio andare fortissimo». E ancora: «Per me la normalità è prendere coscienza e comprendere che non esiste la normalità, perché ognuno di noi ha la sua. La vera bellezza è che non esiste normalità». 

Il dolore della moglie 

Ai social ieri la moglie Priscilla ha affidato le sue parole di dolore. «Amore – ha scritto – gli anni più belli della mia vita, i voli e i salti più belli sono stati quelli insieme. Abbiamo fatto e visto cose all’estremo di questa esperienza umana. Abbiamo condiviso tante casine, tanti viaggi e la gattina. Grazie per tutto quello che mi hai dato. Ti amerò per sempre».

Drammatico volo in tuta alare, muore Filippo Guenzani gallaratese di 38 anni

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