Busto ha più di 700 “figli del sindaco”. E rilancia gli affidi familiari: campagna al via

BUSTO ARSIZIO – L’affido familiare come risposta al crescente numero di “figli del sindaco”, i minori in situazione di difficoltà che il tribunale dà in carico ai servizi sociali. Il mio assessorato ne ha in carico più di 700 fa sapere la delegata all’inclusione sociale Paola Reguzzoni abbiamo bisogno di trovare persone disponibili a offrire sostegno e a rendere più solide le famiglie in difficoltà prima che la situazione sia irrimediabilmente compromessa. Anche perché i “figli del sindaco” pesano per 3,2 milioni sul bilancio comunale. E allora sono pronte una campagna di affissioni e un nuovo ciclo di incontri con gli esperti per sensibilizzare sul tema.

Il progetto

Continua il progetto “AffiDARSI”, realizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la cooperativa Proges al fine di individuare famiglie o singoli cittadini disponibili a intraprendere un percorso di affido familiare a sostegno di minori e famiglie in difficoltà e di implementare le reti solidali tra famiglie.

In questi giorni sta per partire una campagna per promuovere ulteriormente il progetto e diffondere la cultura dell’affido nelle sue varie forme: è stato predisposto un nuovo sito dedicato www.affi-darsi.it, saranno affissi manifesti per le vie della città e non mancherà la comunicazione social. Tra gli obiettivi del progetto c’è anche la costruzione con le realtà territoriali (scuole, parrocchie, associazioni) di una serie di eventi di sensibilizzazione, anche per superare alcuni pregiudizi che limitano il ricorso all’affido.

Gli incontri a Villa Tovaglieri

Dopo i primi incontri di approfondimento che si sono svolti prima dell’estate e che hanno visto 15 persone interessate a proseguire il percorso, a partire dal 22 ottobre è previsto un nuovo ciclo di incontri informativi, che si svolgeranno a villa Tovaglieri dalle 18 alle 20 con questo programma:

22 ottobre – La cornice giuridica dell’affido familiare: uno sguardo sulla normativa e sulle linea giuda del settore

5 novembre – Il bambino in affido: bisogni e aspettative dei bambini con storie familiari difficili

19 novembre – Famiglia affidataria e famiglia d’origine: diritti, doveri e partecipazione al progetto di affido.

Gli incontri saranno condotti da professionisti del settore e sono indirizzati a chiunque voglia arricchire le proprie conoscenze nel campo dell’affido familiare e della vicinanza solidale.

È gradita prenotazione all’indirizzo servizioaffidi@comune.bustoarsizio.va.it o telefonando al numero 366 6761582

L’appello dell’assessore

“Avverto la necessità di una riflessione da parte della società intera – osserva l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni – l’assessorato ha in carico più di 700 minori, abbiamo bisogno di trovare persone disponibili a offrire sostegno e a rendere più solide le famiglie in difficoltà prima che la situazione sia irrimediabilmente compromessa e si debba ricorrere a provvedimenti estremi, che restano comunque l’ultima ratio. Noi vogliamo aiutare, non punire. Ci sono forme di affido part-time che possono rappresentare un primo passo per prendersi cura di una situazione di fragilità, sempre con il Comune a fianco”.

Le forme di affido

L’affido può svilupparsi in diverse modalità e sarà sempre personalizzato sulla base di un progetto “cucito su misura” sul minore e sul suo caso specifico. In particolare, l’affido familiare vero e proprio è una forma di solidarietà e di intervento che permette ad un minore proveniente da una famiglia in temporanea difficoltà di trovare accoglienza in una famiglia che, dopo essere stata adeguatamente formata, possa sostenerlo nel percorso di crescita e di sviluppo. L’affido può prevedere anche forme di sostegno “leggero”, per poche ore settimanali o per i week end. Nel frattempo, la famiglia d’origine viene supportata e seguita dai servizi territoriali per sostenerla nel pieno recupero delle capacità genitoriali. E poi c’è l’affiancamento famiglia con famiglia, o “vicinanza solidale”, che invece prevede che una famiglia solidale sostenga e aiuti una famiglia in temporanea difficoltà coinvolgendo i soggetti di entrambi i nuclei attraverso un approccio family-centered e asset-based: dove cioè la centralità dell’intervento passa dal bambino all’intero nucleo familiare e le sue risorse poiché il minore stesso rimane, di fatto, presso la propria famiglia di origine. Si tratta di un intervento spesso preventivo e basato su aiuti di tipo solidale ad impronta comunitaria (ad esempio vicinato, scuola, genitori di associazioni sportive, etc).

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