Tragedia nel segno del dolore: morta Denise, la figlia di Lea Garofalo

Si è tolta la vita a 35 anni Denise, la figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia che nel 2009 pagò con la vita la sua ribellione alla ‘ndrangheta. Un gesto estremo compiuto domenica scorsa da una finestra e che ha portato al decesso della giovane donna dopo quattro giorni di agonia. Denise se ne va a 35 anni, la stessa precisa età che aveva sua madre quando venne brutalmente assassinata a Milano dall’ex compagno e padre della ragazza, Carlo Cosco.

La scelta di libertà e il delitto a Milano

La storia di madre e figlia si intreccia tragicamente a Milano nel novembre del 2009. Lea Garofalo, originaria di Petilia Policastro e cresciuta in una famiglia affiliata alla ‘ndrangheta, aveva deciso di spezzare la catena dell’omertà per offrire un futuro diverso a sua figlia. Entrata nel programma di protezione per i testimoni di giustizia, denunciò i traffici del clan e del compagno Carlo Cosco. Attirata a Milano con la scusa di discutere del futuro della figlia, Lea venne sequestrata nel capoluogo lombardo, torturata, uccisa e il suo corpo bruciato per cancellarne ogni traccia.

Il coraggio al processo e il peso della solitudine

Dopo la scomparsa della madre, fu la giovanissima Denise a spezzare il muro di paura e omertà. Con straordinario coraggio, la ragazza testimoniò contro il proprio padre, rivelandone le minacce e ricostruendo la sequenza dei fatti che portò all’arresto e all’ergastolo per Carlo Cosco e i suoi complici. Protetta da un rigoroso protocollo di sicurezza e affiancata negli anni dall’avvocato Enza Rando, Denise ha vissuto lontano dai riflettori, portando però dentro di sé il peso insostenibile del trauma, delle fragilità e di una vita trascorsa sotto copertura.
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