Vuelta, la crono è di Kung. Ma Mas è strepitoso: ora il trionfo è più vicino

Vuelta crono Mas Kung
Enric Mas, 31 anni (Sirotti)

JEREZ DE LA FRONTERA (SPA) Lo svizzero Stefan Kung ha vinto la 18a tappa della Vuelta. Ma il trionfatore, al termine della crono di 32 km, Enric Mas che compie un gigantesco passo verso la vittoria finale a Granada. La Spagna ciclistica, che non festeggia con la maglia rossa da Alberto Contador nel 2014, comincia a trepidare.

Il mano a mano

Enric Mas è vestito di rosso, ha un casco spaziale al posto della montera. Nella Plaza de Toros di El Puerto de Santa Maria, una delle più antiche e autentiche di Spagna, il suo paseillo è lento. Va verso la bici che lo attende sulla rampa di lancio con la consapevolezza che per lui questo è il giorno della verità. Quello più importante della carriera. Primoz Roglic è vecchiotto, non ha più le energie dei tempi migliori, ma è sempre un campione. Lo sloveno ha in bacheca quattro trionfi alla Vuelta e oggi non ha nulla da perdere. Tra loro, in questo angolo di Andalusia profonda, una crono di 32 km divisa in tre terzi, come una vera corrida.

Il primo terzo: la sofferenza

Le sfide contro il tempo, che a molti non piacciono, hanno un fascino crudele. Non hai il contatto visivo, fisico, con il tuo rivale. Hai la solitudine della tua sofferenza e ti rode l’attesa del tempo che scorre. Perché tu puoi essere andato forte, ma non sai mai come va il tuo rivale.

Gli intertempi sono un fremito. Così Roglic, immobile sulla bici, collo leggermente girato a destra, stampa 12’28” dopo 11,7 km. Mas, che lo insegue quattro minuti dietro, passa in 12’50”. Lo stesso tempo che due minuti prima aveva fatto segnare Felix Gall.  La differenza tra Mas e Roglic è di 22 secondi, circa 2 secondi al chilometro.

Il secondo terzo: fiato sospeso

Il secondo intertempo tiene la Spagna con il fiato sospeso. Roglic segna 23’50”, Gall 24’47”, Mas 24’26”. La differenza dallo sloveno è di 36 secondi. In linea con le migliori previsioni, 1,6 secondi al chilometro.

L’ultimo terzo: Mas vola

L’ultimo terzo è quello decisivo. E’ il momento della verità. Mas affronta i rischi delle curve con molta precauzione, poi si scatena sui rettilinei. Il maiorchino fa segnare 36’14”, solo 33 secondi più di Roglic. Un trionfo. Ora in classifica Enric comanda con 1’37” su Roglic e 3’01” su Gall.

Le sue parole

Mas sorprende anche nel dopotappa. Si immaginava di perdere così poco tempo? “Si, me lo aspettavo. So come abbiamo lavorato per arrivare qui e sapevo che avrei perso molto meno di quello che la gente pensava. Crono perfetta? No, ne ho fatte di migliori”.

Si torna a salire, ecco Peñas Blancas

Dopo la cronometro di Jerez, la Vuelta torna subito a salire. Venerdì 11 settembre la 19ª tappa porterà il gruppo da Vélez-Málaga a Peñas Blancas, sopra Estepona, per 205,1 chilometri (con oltre 4.000 metri di dislivello) che potrebbero cambiare la classifica generale.

La tappa comincia sulla Costa del Sol, ma presto abbandona il mare per infilarsi nella Serranía de Ronda. Dopo circa 70 chilometri arrivano due difficoltà di seconda categoria, il Puerto de Las Abejas e il Puerto del Viento, salite che potrebbero fare una prima selezione. Dal gpm la strada non scenderà subito, ma proseguirà per il Puerto del Madroño che non assegnerà punti per la classifica della montagna. Poi una lunga e veloce discesa riporta i corridori verso la costa, prima del tratto conclusivo che conduce alla salita decisiva.

Sarà Peñas Blancas, gpm di 1a categoria, a decidere la corsa. Si tratta di un’ascesa di 18,8 km con un dislivello di 1.216 metri. La pendenza media è del 6,5%, quella massima, attorno al km 2,5, arriva al 15. Nel 2019 vinse Leopold Konig, nel 2022 Richard Carapaz.

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