VARESE – C’è chi lo chiama impasse, ma in realtà è un surplace: vince chi si muove per ultimo. Questa è al momento la situazione a Villa Recalcati dopo l’esito (per certi versi inaspettato) delle elezioni di domenica 29 settembre. Non è un caso, infatti, che ogni gruppo (tranne la Lega), presidente compreso, abbiano messo in chiaro le proprie posizioni. Hanno apparecchiato la scacchiera. Vediamo chi farà la mossa del cavallo.
Le posizioni in campo
I più lesti sono stati i civici de La Provincia al centro: «Vogliamo essere considerati un gruppo compatto», hanno dichiarato in sostanza. Certo le parole sono suonate come una richiesta di poltrone, ma visto che la compattezza del gruppo era (e forse lo è ancora) tutta da testare, molto probabilmente si è trattato di “outing politico” per sgomberare il campo da dubbi e chiacchiericcio.
Poi è arrivato come un treno il presidente Marco Magrini, al quale fa difetto la cautela, e ha annunciato su La Prealpina di essere pronto «a dimettersi qualora ci fossero dimezzo le poltrone». Come se la politica fosse fatta di “verginelle” pronte a dire prego si accomodi davanti a un posto in prima (ma anche in seconda o in terza) fila. Insomma, più che minacce, avvisi ai naviganti. Ma non è finita.
La caccia a Forza Italia
Anche al PD questa situazione di stallo non garba più di tanto. Anche perché il rischio non è quello di andare a eleggere in anticipo un nuovo presidente (forse nessun gruppo è politicamente interessato a dare il buon servito a Magrini. Per lo meno adesso), ma di restare con il cerino in mano. Nel senso che il PD, davanti all’esito, ha subito fatto i conti. Ovvero: “Siamo il gruppo di partito più numeroso, ma non abbastanza per evitare possibili ribaltoni di maggioranza. Forza Italia però dica da che parte sta”. Infatti, la nota della segreteria provinciale firmata da Alice Bernardoni andava proprio in tal senso: stanare i due consiglieri forzisti.
L’appello dei Fratelli a tutto il centrodestra
E nel gioco del “dimmi cosa vuoi fare” mancava la voce più forte del centrodestra a Villa Recalcati. Che è arrivata oggi (giovedì 3 ottobre) con Marco Colombo, il più votato in assoluto e che di fatto dentro al partito ha asfaltato gli altri 13 in lista (e di questo non tutti i Fratelli sono esattamente felici, ma questo è un altro discorso ndr). Colombo non fa nomi e cognomi, non cita partiti, ma si appella alla storia politica della coalizione. «A tutte le forze di centrodestra, o che si riconoscono in questo perimetro politico, dico: sediamoci attorno a un tavolo per capire come far ripartire il consiglio provinciale, ma soprattutto per far tornare il consiglio sovrano. Dimostriamo di avere la forza per dare una direzione all’Ente». E chi sono le forze di centrodestra che stanno in questo perimetro politico quasi ovunque, ma non a Villa Recalcati? La risposta è: Forza Italia e l’Eupolis Mattia Premazzi.
Il silenzio della Lega
In tutto questo la Lega tace, perché un po’ sta a guardare e un po’ sta cercando di capire dove sono finiti (o se sono finiti, nel senso che non ci sono più) i voti smarriti (sono più o meno 5 mila voti ponderati) e Lombardia Ideale che, comunque vada, ha un successo elettorale da mostrare.
Le pagelle delle elezioni: Fratelli promossi, male la Lega. In casa Pd c’è poco da gioire
