SUMIRAGO – Nel corso del consiglio di lunedì 30 settembre l’amministrazione comunale ha bocciato la richiesta di valutazione, da parte di Meloni – Noi per Sumirago, per la destinazione della struttura dell’ex asilo di Quinzano a finalità di natura sociosanitaria, in particolare la realizzazione di un centro diurno disabili. «In questi giorni – queste le parole del capogruppo Stefano Romano – ho riflettuto e ripercorso più volte, riascoltando l’intervento dall’assessore alle Politiche socioeducative, la bocciatura di una mozione che reputo di buon senso e di forte interesse non solo per la comunità di Sumirago, ma per l’intera area dei Comuni limitrofi».
Una struttura dalle grandi potenzialità in stato di abbandono
Come ha spiegato Romano, «l’ex asilo di Quinzano è una struttura con una grande potenzialità grazie alle ampie stanze, alla presenza di un’area all’aperto e di un locale dedicato a cucina. Oggi la struttura, a pochi mesi dalla chiusura, è in stato di abbandono. La mozione chiedeva espressamente la convocazione di una commissione congiunta per attivare la supervisione e raccogliere eventuali manifestazioni di interesse di operatori nel campo sociosanitario per la realizzazione di un centro diurno disabili. Compito della politica amministrativa è di valutare le esigenze del territorio e porre in essere ogni tipo di tipo di iniziativa per favorire e migliorare il benessere dei cittadini».
«Un’occasione persa per un lavoro condiviso»
«Non ho trovato nelle parole dell’assessorato una motivazione valida per non dare mandato alla nostra proposta, se non l’appiglio a un elenco di leggi e norme. Il lancio di un generico bando da avviare nel 2025 senza una destinazione precisa ha chiuso ogni altro tipo di interlocuzione. Ricordo che i centri diurni disabili sono luoghi in cui le persone con disabilità hanno la possibilità di potenziare e migliorare il loro grado di autonomia, grazie alla presenza di personale qualificato e specializzato. Personalmente – questa la conclusione – la ritengo un’occasione persa per un lavoro condiviso tra maggioranza e opposizione e dimostrare ai cittadini che su temi importanti, quali il sociale, si può e si deve dialogare. I problemi e le difficoltà delle famiglie non sono di destra o di sinistra, ma sono delle persone. Su tutto ciò invito assessore e sindaco a una profonda e sincera riflessione».
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