VARESE – Il tema non è nuovo e si ripropone ogni anno a inizio autunno, quando le manifestazioni ciclistiche legate alla Tre Valli comportano anche degli inevitabili disagi sulla viabilità. A chi vive in città e nei dintorni si chiede la pazienza di sopportare i problemi dovuti alle chiusure delle strade per tre giorni all’anno a favore del grande ritorno di immagine per il territorio. Ma a muovere più di un appunto sull’organizzazione non sono solo i comuni cittadini ma anche una voce autorevole come quella del già senatore varesino Antonio Tomassini.
«Serve programmazione»
All’indomani della Gran Fondo che ha portato sulle strade della provincia di Varese circa 3000 appassionati di ciclismo Tomassini sottolinea innanzitutto i disagi per le altre realtà sportive cittadine. «È chiaro che una città come Varese ama lo sport: questo però non vuol dire che uno deve prevalere sugli altri, serve programmazione. La Gran Fondo non è stata programmata al massimo, è andata a sovrapporsi al pomeriggio alla partita di basket, la prima di campionato in casa creando non pochi problemi. In più bloccando via Valle Luna si sono bloccate ben 5 attività sportive importanti: il campo di atletica, i due circoli ippici, il tiro con l’arco, l’offroad e il padel».
Tempi allungati
Tomassini parla di un’informazione che «non ha funzionato». «Il programma che era stato comunicato è stato molto cambiato in alcune parti nella giornata di ieri, con in più uno splafonamento di oltre mezz’ora. In alcune strade che potevano essere aperte la chiusura è stata prolungata. Si sono creati dei veri e propri sequestri domiciliari: in alcune vie collaterali a via Valle Luna la gente è stata bloccata in casa per 3 ore, anche chi doveva uscire per poco».
Il problema all’arrivo
L’ex senatore varesino fa poi riferimento al problema che si è verificato all’arrivo, con il gruppo dei primi corridori che nei pressi del traguardo di via Sacco hanno imboccato il percorso sbagliato, lamentando una segnalazione non corretta del percorso. «Alla fine i ciclisti si sono infilati nel pubblico tra le transenne per un difetto organizzativo – osserva Tomassini – se poi si dice che la manifestazione è riuscita benissimo vuol dire che non si tiene mai conto delle esigenze di tutti: ovviamente in primis chi organizza l’evento e chi ha in mano la viabilità in città».
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