Il ciclone Marco scuote la provincia di Varese. E Busto Arsizio

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Marco Reguzzoni con il simbolo dei Repubblicani, il movimento politico che ha fondato

Chiuso il pastrocchio del rimpasto di giunta a Busto Arsizio, arriva l’annuncio che il bustocco Marco Reguzzoni aderisce a Forza Italia. Nulla di sorprendente sotto certi punti di vista (l’ex capogruppo della Lega alla Camera si era già candidato come indipendente alle europee con i berlusconiani), molto da ragionare per il futuro. In special modo se riteniamo che Reguzzoni non abbia fatto un simile passo soltanto per sé (sarebbe riduttivo e abbastanza triste) ma con una visione complessiva per il centrodestra della sua città e dell’intera provincia.

Vero che il diretto interessato ha sempre sostenuto che il contesto locale non gli interessa più (è stato, ricordate?, presidente a Villa Recalcati), e che le sue mosse, compresa l’avventura ora sottotraccia con I Repubblicani, risultavano funzionali ad altri scenari; ma il suo personale insuccesso alle Europee può averlo convinto che, tutto sommato, uno come lui, persona capace e determinata, possa essere utile ad uffici istituzionali meno eclatanti che non i parlamenti di Bruxelles o di Roma. Soprattutto nel perimetro varesino e bustocco che non brilla per la presenza di intelligenze politiche e amministrative di rilievo: quelle che ci sono si contano sulle dita di una mano.

La coincidenza, sempre che sia una coincidenza, di aver reso pubblica la scelta di passare ufficialmente con i forzisti proprio all’indomani delle pasticciate vicende politiche bustocche apre la porta a una serie di supposizioni. La più scontata, che voglia candidarsi sindaco a Busto Arsizio. Chiederlo a lui equivale a ricevere una smentita, manco a dirlo. Ma le voci girano con insistenza. Giravano già in campagna elettorale quando la sorella di Marco, Paola Reguzzoni, assessore leghista a Palazzo Gilardoni, fu sospettata di “lavorare” in favore del fratello (che ottenne addirittura l’endorsement di Umberto Bossi). Probabilmente, soltanto malignità. Riproposte oggi, dopo che la Lega esce indebolita dal rimpasto di giunta, nonostante abbia mantenuto tre assessori. Una resa su tutte: l’aver rinunciato alla carica di vice sindaco, quasi a voler passare in maniera virtuale il testimone nelle mani di Fratelli d’Italia, con lo scopo di disinnescare le mira di altri (altre) possibili concorrenti alla poltrona di primo cittadino. Per la cronaca, tra i più attivi nelle trattative per il rimpasto si segnala proprio Paola Reguzzoni.

In verità chi ne trae vantaggio è Forza Italia, che con Marco Reguzzoni potrebbe presentare per Palazzo Gilardoni un candidato autorevole, sicuramente più autorevole di tanti altri. A maggior ragione con il suo nuovo partito che, alle elezioni provinciali, si è schierato nella lista dei civici di centro, abbandonando di fatto salviniani e meloniani. Non un caso, in scia al moderatismo di Tajani a livello nazionale. Forse l’anticipazione di qualcosa di nuovo nell’ambito delle alleanze, quanto meno in sede locale.

Fantapolitica? Ciascuno può pensarla come meglio crede. Reguzzoni e i partiti di centrodestra darebbero tutt’altra lettura, possibilmente di comodo, ma la sensazione che tutto faccia parte di un disegno non ci pare affatto peregrina. Anzi. Ciò che invece ci appare sicuro è che Marco Reguzzoni non arrivi in Forza Italia per fare il gregario, non è nelle sue corde. Stiamo certi che, se lo conosciamo un po’, da qui in avanti ne vedremo delle belle. E i primi a dover stare accorti sono proprio i forzisti varesini, e non solo loro.

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