Simona Mezanzani entra nel partito della Meloni e spacca i Fratelli di Fagnano

Simona Mezanzani nell’ultima campagna elettorale con Moratti

FAGNANO OLONA – Un po’ meno civica e un po’ più a destra. L’amministrazione del sindaco Baroffio cambia nella forma politica, ma non nella sostanza dei nomi che compongono la squadra di governo. Di fatto immutata, ma con una tessera di partito in più.

Il peso della tessera

La prima domanda che ci si deve porre è se una tessera di partito può creare uno tsunami in un’amministrazione che fa del civismo il suo segno distintivo. La risposta è no. Siamo Fagnano, infatti, ha dimostrato di essere una maggioranza impermeabile a tutto. Soprattutto alle critiche. E quando la bordata arriva, Baroffio ha insegnato ai suoi a reggere l’urto chiudendosi – come i legionari Romani – a testuggine. E anche questa volta il primo cittadino, che fa del civismo una bandiera sia a Fagnano che su scala provinciale (se non ha cambiato aria fa riferimento ad Eupolis), farà spallucce (o al limite un post su Fb) davanti alla scelta che ha portato, anzi riportato, la sua assessora Simona Mezanzani dentro al recinto di un partito di destra che ora si chiama Fratelli d’Italia.

Ritorno a casa dopo essersi smarrita

Chi conosce Simona Mezanzani sa bene che quando la incontra si trova davanti una donna di destra. Una donna che è (quasi) sempre stata a destra. Magari non allineata, magari non esattamente fedele alla linea di partito, ma a destra. Destra sociale preferibilmente. Anche se a Fagnano amministra in una giunta dove ci sono assessori di sinistra (o che hanno alle spalle una lunga storia a sinistra) e altri di area centrista zona Renziana. Anche se, in epoca più recente, la coerenza politica dell’assessora ha segnato persino uno sbandamento su scala regionale per Letizia Moratti, non certo una donna di destra, semmai liberale e di centro. Ma qui forse è stata convinta da vecchie amicizie (interrotte – racconta qualcuno – dopo lo scarso risultato uscito dalle urne) che l’hanno portata a candidarsi proprio nella lista Letizia Moratti Presidente alle ultime elezioni per la Regione. Una sbandata appunto. Di quelle si mettono sotto al tappeto come la polvere quando c’è da staccare una tessera in più, quando c’è da sancire un ritorno a casa. Perché quello di Simona Mezanzani in Fratelli d’Italia, politicamente, è un ritorno a casa. In una dimora dove però ci sarà qualcuno che farà pesare gli ultimi salti del fossato.

La mossa del cavallo

Ora, che Simona Mezanzani si sarebbe iscritta al partito di Giorgia Meloni lo sapevano tutti. Durante lo spoglio elettorale in Provincia (un paio di settimane fa) l’assessora fagnanese faceva “capannello” con i Fratelli varesini. In politica niente, nemmeno il posto in cui ci si siede a tavola, viene scelto a caso. Chissà però se sono stati informati della new entry i Fratelli del circolo di Fagnano, che dovrebbe essere il suo punto politico di riferimento locale e con i quali i rapporti non sono certo idilliaci.

A Fagnano Fratelli di lotta e di governo. Fratelli coltelli

Quello che muta (indipendentemente dalla testuggine Romana di Baroffio) è che Fratelli d’Italia, una vita all’opposizione dell’attuale maggioranza al Castello, si ritrova con un consigliere a dare battaglia (Federico Fasolino, che è anche presidente di Circolo, ha bocciato in consiglio tutte le scelte dell’assessore Mezanzani) e con un assessore in giunta. In una parola: spaccati. Per via di un assessore “nato” civico e diventato Fratello.

Ora cosa accadrà al Castello? La linea politica cambierà? Federico Fasolino passerà in maggioranza o continuerà a guerreggiare con chi ora è diventata un suo assessore? L’abbiamo chiesto proprio allo stesso Federico Fasolino il quale ha scelto, per ora, la via del silenzio. Non solo sulla linea politica che terrà in futuro, ma persino sulla conferma o meno dell’adesione di Simona Mezanzani al partito della Meloni. Bocca cucita. Morale: anche a Fagnano Fratelli coltelli.

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