TRENTO – La leggenda racconta che nei Mondiali di calcio a Italia ’90 l’Argentina sconfisse il favoritissimo Brasile grazie ad un trucco: il Roipnol (noto sonnifero) messo nelle borracce dell’acqua dal massaggiatore Miguel Di Lorenzo (detto Galindez) e fatto bere agli ignari giocatori brasiliani. Trucco peraltro rivelato da Diego Armando Maradona nel 2005. Cosa c’entra tutto ciò con la Openjobmetis? In tre partite su tre Varese rientra in campo dopo l’intervallo come anestetizzata, intorpidita, confusa, insonnolita. E allora, ma giusto per paradosso, ci viene in mente l’episodio delle borracce del Galindez a Italia ’90 o, in epoca più recente, quelle “preparate” dal portiere Paoloni con il Minias (altra sostanza ipnotica) negli spogliatoi della Cremonese durante lo scandalo scommesse del 2011. Per esorcizzare il disastro dei terzi quarti, per paradosso e per ironia ci rifacciamo alla letteratura sportiva: altre spiegazioni, francamente, non riusciamo proprio a darne. A queste condizioni di fragilità e di instabilità non vediamo quale ostacolo possa bloccare la botola che si spalancherà vero la A-2. Il mercato? Ovviamente la differenza plus/minus nel cambio tra Kao e Fall non è sostenibile, ma non è nemmeno sostenibile l’anarchia e lo sciopero difensivo degli esterni che non danno alcun equilibrio né sostanza alla squadra durante i 5/8’ di impazzimento che decidono le sorti dei match.
Inside the match
Varese parte forte (5-0) sull’asse Mannion-Hands, poi controlla a rimbalzo e lancia le frecce (7-14 al 5’): l’ingresso di Ford, che forza la difesa di Harris (poi sostituito da Librizzi) vale il pareggio e il sorpasso, ma Hands si guadagna sulla sirena i 3 tiri liberi del contro sorpasso (25-27 al 10’). E’ Gray a vestire i panni del protagonisti con due triple e un’ottima difesa di Lamb (27-37 al 12’): una scavigliata fa uscire momentaneamente Mannion, ma Hands martella (22 punti in 18’ con 8/11 al tiro e 4 assist) e Akobundu-Ehiogu è un ricevitore affidabilissimo (40-51 al 18’ su tripla di Alviti, 50-58 al 20’ con 9/19 da 3 di Varese alla pausa lunga). 4-0 firmato Kao-Mannion, ma la Openjobmetis si perde nei “soliti terzi quarti” tra frenesia e pessime letture difensive e il sorpasso è servito (75-71 al 28’, 79-72 al 30’).
Crunch Time
La tripla di Ford vale il +11 (92-78 al 33’) e da quel momento in poi la Dolomiti Eneria rompe gli argini. Il fuorigiri prolungato della Openjobmetis tra attacco e difesa viene un po’ fermato da 3 tiri liberi di Gray, ma oramai il recinto è spalancato e le mucche sono abbondantemente scappate. L’incredibile 3/3 di Hands su palla rubata vale il 101-98 a 20” dalle fine, Mannion ne lascia uno sul ferro e poi fa il fallo antisportivo che fa scorrere i titoli di coda al match.
STATS
La differenza a rimbalzo è ancora una volta molto ampia (46-34 per Trento), ma i black out della Openjobmetis sono difficilmente spiegabili dalle cifre. Le cifre fotografano (il basket è uno sport matematico), ma nel male sottile di Varese nei minuti di impazzimento ci sono elementi che, per una volta, non possono essere spiegati dalle statistiche.
Mixed Zone – coach Herman Mandole
Ancora una volta nel terzo quarto non abbiamo giocato con aggressività. Nel primo tempo abbiamo preso 50 punto: quando siamo andati negli spogliatoi sapevano che erano tanti, ma che erano dettati dal pace molto alto. Tutto quello che avevamo fatto nel secondo quarto, dal rimbalzo difensivo alla difesa non abbiamo più potuto controllarlo: abbiamo giocato male in attacco, facendo tiri senza nessun passaggio: questo ha sbilanciato la nostra difesa e abbiamo ridato vita a Trento che stava venendo dietro alla partita come volevamo noi. Contro una squadra forte come la Dolomiti Energia, se non giochi 40’ concentrato, non puoi vincere fuori casa. Nel terzo quarto nessuno ha giocato bene, abbiamo attaccato uno-contro-uno senza nessun passaggio e così non vai da nessuna parte. Nessun playmaker ha passato la palla e la cartina di tornasole è la differenza di triple tra il primo e il secondo tempo. Noi siamo una squadra giovane, forse pensa che quando siamo avanti i giocatori si rilassano e abbasso la qualità delle esecuzioni. C’è tantissima responsabilità, il primo sono io come capo giocatore, abbiamo provato tantissima rotazione per attaccare il loro peggior difensore, ma in questo modo non va bene.
Mixed Zone – coach Paolo Galbiati
Siamo una squadra giovane e in alcuni momenti abbiamo cercato di farci del male da soli. Abbiamo approcciato molto male nel primo tempo e siamo andati dietro a Varese che ha un talento incredibile.
MVP OJM
Jaylen Hands e Davide Alviti. Hands (34 punti in 36’ con 12/22 al tiro e 7 assist) firma un primo tempo pazzesco, ma poi finisce anche lui nella maionese impazzita degli esterni che non controllano i momenti decisivi della partita. Alviti gioca una partita solida sui due lati del campo (9 rimbalzi, pensa te che gli tocca fare lui che sarebbe un tiratore…), provando a portare esperienza e sostanza ad una squadra che viene more solito spazzata via nei 5-8’ di black out totale. Menzione onorevole per Akobundu-Ehiogu che vola ad altezze incredibili (13 punti con 5/5 da 2, 3/3 ai liberi, 5 rimbalzi, 2 recuperi e ben 8 (otto!) stoppate in 35’: bravissimo ma da solo non ce la può fare.
Rating
Mannion 5, Hands 7.5, Gray 6.5, Brown 4.5, Akobundu-Ehiogu 7; Librizzi 5.5, Assui s.v., Harris 4, Alviti 7, Virginio n.e., Fall 5. Coach Mandole 4.5.
Match report
Dolomiti Energia Trento-Openjobmetis Varese: 106-100
(25-27; 50-58; 79-79)
DOLOMITI ENERGIA TRENTO: Ellis 8, Cale 20, Niang 6, Lamb 21, Mawugbe 13; Forray 8, Ford 24, Pecchia 5, Hassan n.e., Bayehe 1. Coach Galbiati.
OPENJOBMETIS VARESE: Mannion 16, Hands 34, Gray 14, Brown 7, Akobundu-Ehiogu 13; Librizzi 4, Assui, Harris, Alviti 12, Virginio n.e., Fall. Coach Mandole.
Next stop
La Openjobmetis tornerà in casa sabato 19 ottobre contro Trapani Shark. Palla a due alle ore 20.30.
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